Terrorismo, Fai: crescendo dal 2003 fino ad Adinologi

La FAI, Federazione Anarchica Informale, nata nel 2003 dall’unione di quattro cellule insurrezionaliste ("F.A.I.-Solidarietà Internazionale", "F.A.I.-Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini", "F.A.I.-Brigata 20 luglio", "F.A.I.-Cellule contro il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle"), dal 2009 aveva rilanciato l’offensiva rivoluzionaria con gli attentati all’Università Bocconi di Milano e al CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Gradisca d’Isonzo (GO). Ultimi, in ordine di tempo, i plichi esplosivi contro il direttore di Equitalia a Roma Marco Cuccagna (9 dicembre 2011), quello contro la Deutsche Bank di Francoforte (07 dicembre 2011) e l’Ambasciata greca di Parigi (12 dicembre 2011).

Infine, il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi (7 maggio 2012), aveva segnato il salto di qualità, indicato da tempo nei proclami e nelle rivendicazioni degli attentati e nel dibattito interno tra le diverse componenti insurrezionaliste.

La pericolosità della FAI è rappresentata soprattutto dalla sua dimensione internazionale, grazie al collegamento ideologico ed operativo con altre realtà anarco-insurrezionaliste, in particolar modo greche, cilene e messicane; ma adesioni al nuovo cartello internazionale FAI/Fronte Rivoluzionario Internazionale sono giunte anche da Gran Bretagna, Russia, Indonesia e da tanti altri Paesi dove sono stati compiuti attentati con il logo FAI.

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