Terremoto, restiamo uniti – di Ricky Filosa

"Forza Italia, Forza Renzi". Mi è piaciuto moltissimo il titolo che il Giornale ha pubblicato oggi in prima pagina. È quello dell’editoriale di Alessandro Sallusti, che spiega come il Paese debba restare unito per fare fronte nel migliore modo possibile all’emergenza provocata dal terribile terremoto dell’altra notte che ha colpito vaste zone di regioni centrali quali Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Al contrario di quanto fece la sinistra antiberlusconiana, con i suoi giornaloni di riferimento, all’epoca del terremoto a L’Aquila, il quotidiano della famiglia Berlusconi, punto di confronto per tanti moderati liberali italiani, è pronto a sostenere il premier, anche segretario del Pd, nella sua battaglia per la ricostruzione.

Quello di Sallusti è un ragionamento che ci piace, che condividiamo in pieno e che rilanciamo agli italiani tutti, anche ai connazionali residenti oltre confine: restiamo uniti.

Le diverse forze politiche che rappresentano gli italiani nel mondo in Parlamento – dal Pd a Forza Italia, da Area Popolare al MAIE fino ad arrivare all’USEI di Sangregorio – fin da subito hanno espresso cordoglio per le vittime del sisma e vicinanza ai terremotati, ma soprattutto hanno invitato gli italiani nel mondo a una solidarietà concreta e in alcuni casi hanno persino garantito il proprio sostegno economico alle popolazioni colpite dalla tragedia scatenata dalla forza incontrollabile della terra.

È bello sapere che gli italiani all’estero ci sono sempre, quando si tratta di dare una mano. Di fare la propria parte. Ed è bello constatare che c’è anche qualche esponente politico – penso al presidente dell’USEI, Eugenio Sangregorio, per esempio, che avendomi chiamato da Buenos Aires mi ha chiesto fin da subito il favore di fargli sapere prima possibile come potere fare una donazione a beneficio "dei nostri fratelli italiani colpiti da questa immane tragedia", le sue parole –  pronto a mettersi le mani in tasca e a fare ciò che tutti noi dovremmo fare in queste ore. Donare. Anche se poco. Ma donare. Partecipare. Alcune delle città colpite sono letteralmente distrutte. Non esistono più non solo le case, ma le attività commerciali, le banche, i luoghi di ristorazione, gli ospedali. Tutto finito in polvere.

ItaliaChiamaItalia ha già fatto quello che poteva fare. Non navighiamo nell’oro, ma ci siamo messi una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio e abbiamo partecipato. Fatelo anche voi. Siamo italiani. Restiamo uniti.

Twitter @rickyfilosa