Terremoto, oltre 260 morti. 238 estratti vivi. Ad Ascoli Piceno i primi funerali

Mentre si preparano per domani i primi funerali per le vittime marchigiane, sale ancora il bilancio dei morti per il sisma che ha sconvolto il Centro Italia: questa mattina si è arrivati, secondo la Protezione civile, a quota 267. Le vittime identificate nel Lazio sono 218: 207 nel comnune di Amatrice e 11 in quello di Accumoli. Nella Marche, invece, i morti sono 49, tutti nel comune di Arquata del Tronto. Venti di più, 238, sono gli estratti vivi: un numero molto alto nella storia dei terremoti. "Continueremo a scavare fino a avere la certezza che nessun altro è sotto le macerie", ha sottolineato il funzionario della Protezione civilie Luigi D’Angelo.

PONTE DISTRUTTO E TERRENO ABBASSATO. Ieri sera si sono registrati danni al ponte ‘Tre occhi’, danno acutizzato da un’ulteriore scossa stamattina. Si tratta di una strada fondamentale per l’arrivo dei soccorritori. Lo stesso D’Angelo ha detto che "si sta lavorando alla realizzazione di un by-pass: è un punto strategico per poter riprendere la viabilità". I ricercatori del Cnr e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno "evidenziato un abbassamento del suolo a forma di cucchiaio, con un valore massimo di circa 20 centimetri nell’area di Accumoli".

‘AMATRICE RISORGERA’. Ad Amatrice, però, all’appello "mancano tante persone. Ho stimato a braccio una quindicina di persone – spiega il sindaco del paese , Sergio Pirozzi -. Manca chi faceva il pane. Manca la macellaia, mancano dei bimbi". Il primo cittadino spiega poi che "sulla scuola c’è stato dello sciacallaggio" e "il comune si è costituito parte civile perché, nell’eventualità vengano riscontrate delle responsabilità, il comune è parte lesa". "Amatrice non fa sconti a nessuno", conclude Pirozzi, secondo cui il paese "risorgerà". Questa rinascita, ha spiegato il primo cittadino, potrà arrivare con la costruzione di "case di legno, sulla scia di quelle svizzere: voglio il modello Valnerina e Svizzera. Non voglio quartieri ghetto".

I FUNERALI NELLE MARCHE E NEL LAZIO. Domani, dopo le 11, si svolgeranno i funerali delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno. Parteciperanno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il premier Matteo Renzi. Le esequie, celebrate dal vescovo, monsignor Giovanni D’Ercole, si terranno nella palestra adiacente all’ospedale ‘Mazzoni’. In concomitanza con questi funerali di Stato, è stata proclamata una giornata di lutto nazionale, con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Le esequie delle vittime laziali, nella provincia di Rieti, si terranno invece martedì prossimo. La cerimonia, senza salme, si terrà alle 18 e sarà celebrata dal vescovo, monsignor Domenico Pompili.

RICOSTRUZIONE, DELRIO: NO ALLE NEW TOWN. "Ogni terremoto ha la sua storia, non voglio giudicare le scelte fatte nel 2009 a L’Aquila", però "stavolta a decidere saranno i sindaci", spiega il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, in un’intervista al Corriere della Sera. "Credo che tutti preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov’era, non di abbandonare quello vecchio per farne uno nuovo da un’altra parte", ha aggiunto. Insomma, niente ‘new town’? "La decisione verrà presa quando usciremo dall`emergenza vera e propria", precisa il ministro.

ALFANO: NON MANCHERA’ NEMMENO UN CENTESIMO. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha visitato oggi i luoghi del sisma. Parlando da Arquata del Tronto, ai microfoni di Sky Tg24, ha detto che tutta la filiera dei soccorsi "ha funzionato alla perfezione". Vanno quindi lodati tutti, "dal capo della protezione civile, ai capi dei vigili del fuoco fino al cane Leo, passando per gli oltre 2mila uomini impegnati anche questa notte quando c’è stata l’ultima scossa", ha aggiunto il ministro. Per consentire a chi è stato colpito dal terremoto di tornare nella propria casa "noi ce la metteremo tutta: i soldi abbiamo già iniziato a metterli ieri, tutti quelli che serviranno li troveremo, non mancherà un centesimo per completare la ricostruzione e far sì che nessuno lasci questi splendidi luoghi", spiega Alfano ai microfoni di RaiNews24.

STOP A BENI PRIMA NECESSITA’. Stop all’invio di generi di prima necessità nei comuni colpiti dal sisma, per evitare l’accumularsi di generi alimentari non necessari. E’ quanto è stato deciso durante il vertice tenutosi questa mattina nella sede della provincia di Rieti tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. Per quanto riguarda le donazioni, è stato ribadito che bisogna utilizzare solo i canali ufficiali della Protezione civile e della Regione. 

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