Terremoto Emilia, Errani: via le mafie dalla ricostruzione

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Mezza Emilia fa i conti con un terremoto che non finisce: 229 le scosse fino a stamattina, 11 oltre magnitudo 4. Tutta l’Emilia-Romagna pero’ reagisce. Il suo presidente, Vasco Errani, parlando all’Assemblea legislativa, ringrazia ma affronta di petto il tema della ricostruzione. E non nega i suoi timori: ‘non abbiamo mai nascosto la testa sotto la sabbia per le infiltrazioni mafiose, che ci sono anche in Emilia-Romagna’ e ora, con i tanti lavori che si annunciano, ‘servono forme ulteriormente specifiche per garantirci’.

E’ una frase che colpisce, nel giorno in cui l’Anm commemorando a Bologna il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha ribadito il rischio di un salto di qualita’ delle mafie in regione.
Ma lo sguardo e’ a quello che bisogna fare. Errani, con l’assessore Paola Gazzolo, annuncia per venerdi’ il Tavolo con le forze economiche e sociali delle province colpite, banche comprese, per coordinare informazioni e provvedimenti da prendere. Per ora ci sono stime locali dei danni, un’idea piu’ precisa si avra’ allora. Intanto si sa che i primi 10 milioni, dei 50 stanziati ieri dal Consiglio dei Ministri con lo stato di emergenza nazionale, serviranno per soccorsi, assistenza e ‘messa in sicurezza provvisoria dei siti pericolanti’. Al Governo pero’ sono stati chiesti anche, per le case lesionate e le imprese colpite, ‘la sospensione dell’Imu e degli oneri fiscali e contributivi’. Ma servono anche sostegno al credito, ammortizzatori ordinari o in deroga, fondi per la ricostruzione velocizzandone i tempi, e una deroga al Patto di stabilita’.

C’e’ tanto da fare. A cominciare dalle scuole: ‘Nessuna soluzione provvisoria’, avverte Errani. Dovranno essere gia’ ‘ristrutturate alla riapertura, per il nuovo anno scolastico. Nessuno ha la bacchetta magica, ma si vada avanti senza fermarsi’. E ci sono i centri storici in macerie: ‘E’ indispensabile un decreto sui beni culturali, che non puo’ stare dentro al sistema classico della Protezione civile’. Perche’ quei 50 milioni devono andare a interventi sui beni culturali ‘solo se incombono sulla pubblica incolumita”.

La Regione, inoltre, si impegna a costituire un ‘fondo di rotazione’ gia’ dall’assestamento di bilancio in luglio, e ha chiesto al Governo di fare altrettanto, per ‘riattivare da subito le attivita’ produttive. Non ci deve essere nessuna rottura tra emergenza e ricostruzione – sottolinea Errani – dopo faremo l’altro pezzo, il riconoscimento dei danni’. Alla fine l’Assemblea legislativa approva una risoluzione unanime, con l’impegno ‘a verificare se tutte le prescrizioni antisismiche sono state rispettate nella costruzione’ di case, impianti e stabilimenti.

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