Telecomunicazioni, Ue lancia nuove norme: ora investire in banda larga

Con le proposte presentate oggi e che saranno adottate entro fine anno, ci sono finalmente le condizioni per poter investire nello sviluppo della banda larga. E’ l’atteso ‘segnale forte’ che Bruxelles ha voluto lanciare oggi al settore delle telecomunicazioni, che da tempo lamentava l’assenza di un quadro giuridico-legale necessario per poter pianificare gli investimenti nelle reti di nuova generazione. La commissaria Ue all’agenda digitale Neelie Kroes ha fornito un’anticipazione di quelli che saranno gli elementi chiave di un pacchetto di norme che, per aiutare a instaurare un clima di ‘prevedibilita” indispensabile per gli investitori, dovra’ restare in vigore ‘almeno sino al 2020’.

Elementi chiave della proposta, subito criticati dagli operatori alternativi agli ex monopolisti, la decisione di non tagliare i prezzi di accesso alle reti in rame e di adottare prezzi piu’ flessibili e non basati sui costi per quelle di nuova generazione. Per Ecta (l’associazione paneuropea che raccoglie oltre 100 operatori ‘alternativi’, tra cui Vodafone), quella fatta dalla Kroes e’ una vera e propria ‘marcia indietro’ anticoncorrenziale che permettera’ agli ex-monopolisti non solo di ‘riconquistare il pieno monopolio sulle reti future, ma anche di continuare a far pagare piu’ del dovuto i consumatori e a far morire di fame i concorrenti sulle reti esistenti’.

Inizialmente Bruxelles aveva valutato un taglio del costo del rame, chiesto dagli operatori alternativi, ma alla fine, in linea con una serie di studi condivisi anche dagli operatori storici, ha deciso di lasciare immutata la situazione. E’ stato infatti dimostrato che nei Paesi in cui il costo di accesso alle reti in rame, di norma di proprieta’ degli ex monopolisti, e’ nella media o superiore, sono cresciuti anche gli investimenti nella banda larga. E questi, soprattutto in tempi di crisi economica, non possono che venire dal privato. Anche se, ha ricordato Bruxelles, sono previsti finanziamenti Ue per la realizzazione di infrastrutture tlc sia nella fase pilota dei project bond Ue in corso di avvio (gia’ stanziati 20 milioni di euro) che nel periodo 2014-2020 attraverso un nuovo meccanismo ad hoc di finanziamento, la ‘Connecting Europe facility’.

Anche la politica dei prezzi per l’accesso alla fibra ottica per la Kroes deve essere orientata quindi al sostegno degli investimenti, essendo ‘essenziale’ rassicurare gli operatori che rientreranno dei rischi. Un approccio condiviso in pieno da Etno, che raccoglie i principali operatori di tlc europei, tra cui Telecom Italia. ‘Gli investitori hanno bisogno di un quadro normativo stabile e l’annuncio di oggi del commissario Kroes e’ un passaggio importante per rafforzare la fiducia degli investitori’, ha commentato il presidente del board di Etno Luigi Gambardella. Per i consumatori, pero’, ammette Bruxelles, i prezzi dei servizi via banda larga saranno piu’ elevati, ma saranno compensati da una qualita’ nettamente superiore.

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