Targato Pd l’uovo che ha colpito Daisy Osakue, chi sono i veri razzisti?

"Meno male che a tirare le uova 'goliardiche' fosse il figlio di un Pd. Fosse stato figlio mio o di Salvini...". Lo scrive su Twitter Ignazio La Russa (Fdi), vice presidente del Senato. Ha ragione

Era targato Pd l’uovo che ha colpito in pieno volto l’atleta italiana Daisy Osakue. Un uovo lanciato da un’auto di proprietà di un consigliere comunale del Pd a bordo della quale c’era anche il figlio di quest’ultimo. Il Pd e tutta la sinistra ora si arrampicano sugli specchi, trattando addirittura di sdrammatizzare, togliendo importanza a quanto accaduto. Che invece è qualcosa di molto grave. I dem dovrebbero chiedere scusa agli italiani, prima di tutto, e poi a Salvini, per l’odio che gli hanno vomitato addosso.

“Meno male che a tirare le uova ‘goliardiche’ fosse il figlio di un Pd. Fosse stato figlio mio o di Salvini…”. Lo scrive su Twitter Ignazio La Russa (Fdi), vice presidente del Senato. Ha ragione, sarebbe successo il finimondo, l’informazione schierata da sempre a sinistra avrebbe colpito con delle cannonate. Invece ora resta quasi in silenzio.

“In Italia alcuni giornali stanno strumentalizzando alcuni casi di cronaca per coprire le vere emergenze del Paese e tutta l’Italia lo ha capito ieri quando si è scoperto chi era l’imbecille che ha lanciato l’uovo a Daisy Osakue. Ci sono invece milioni di disoccupati e milioni di poveri che per i giornali non esistono. Le soluzioni per rispondere alle loro esigenze sono dentro il contratto che il governo ha il compito di applicare”. Lo scrive su Fb il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, il quale è stanco di una stampa che invece di fare il proprio lavoro pensa a buttare fango sul governo Jamaica.

Intanto la giornalista Laura Tecce, firma de Il Giornale, sta ricevendo insulti e minacce. E’ stata lei a scoprire i gravi precedenti penali a carico di Irade Osakue, padre di Daisy. Ora, per aver fatto il proprio lavoro, è bersaglio di minacce private e pubbliche. Chi sono i veri razzisti?

Don Ruggero Marini, parroco di La Loggia, dove risiede uno dei tre giovani che hanno aggredito Daisy Osakue, lancia il suo appello agli aggressori: “Chiedete scusa”. Ma forse è tardi.