Tacconi a ItaliaChiamaItalia: ‘M5S un sogno infranto, nel Pd per gli italiani nel mondo’ – di Ricky Filosa

Roma – Alessio Tacconi, ex M5S poi iscritto al gruppo Misto, passa al Partito Democratico. L’annuncio l’ha dato lui stesso, in una conferenza stampa alla Camera lunedì mattina. Tante le critiche che Tacconi si è attirato addosso con questa sua decisione. Italiachiamaitalia.it l’ha raggiunto telefonicamente per approfondire i motivi della scelta di iscriversi al gruppo parlamentare del Pd e per cercare risposte ad alcuni interrogativi che già girano sui social. Per esempio, uno di questi è il seguente: come farà Tacconi a portare avanti all’interno del Pd la propria battaglia per abolire il CGIE (il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), visto che tale organismo di rappresentanza degli italiani nel mondo è da sempre molto caro ai dem? Nell’intervista a seguire, che Tacconi ha rilasciato al nostro giornale dopo avere riflettuto alcuni minuti sull’opportunità di rispondere o meno alle nostre domande, vedremo come l’onorevole, almeno in parte, sull’abolizione del CGIE abbia già cambiato idea.

Onorevole Tacconi, da oggi lei è un esponente del Partito Democratico. E’ stata una scelta degli ultimi giorni o maturava l’idea di un passaggio al partito di Renzi già da un po’?

“La decisione è maturata dopo un lungo percorso, una lunga analisi di quello che è il panorama politico italiano, ma soprattutto quelle che sono le possibilità per me di portare avanti il mio mandato elettorale, quindi di avere la forza di raggiungere qualche obiettivo a favore degli italiani all’estero. E’ qualche mese che stavo riflettendo per capire quale potesse essere la forza politica in grado di aiutarmi a fare questo. Alla fine ho scelto il Pd. La decisione definitiva è comunque arrivata nelle ultime due settimane”.

Perché proprio il Pd?

“Tanto per iniziare, è indubbio – dichiara Tacconi a ItaliaChiamaItalia – che il Pd abbia anche all’estero una struttura molto bene organizzata e una visione politica per gli italiani nel mondo. Nel momento in cui questi sforzi a favore degli italiani all’estero continuano anche durante anni di crisi, beh, vuol dire che il Pd è per me una buona garanzia per poter portare a termine i miei obiettivi a favore dei connazionali”.

Forse ci siamo persi qualcosa, ma ultimamente, tra nuove tasse e chiusure di sedi diplomatiche, non è che il Pd stia trattando poi tanto bene gli italiani nel mondo, per usare un eufemismo…

“Credo che le politiche degli ultimi due anni siano state molto legate a quelle che sono state le decisioni prese negli anni precedenti. Nel Pd ho visto una volontà di tamponare le decisioni prese negli anni precedenti da diversi governi e di fare in modo comunque di portare avanti politiche ben precise”.

Sarà. Ma lei stesso è stato molto critico nei confronti del Pd, anche negli ultimi mesi; critico verso alcune decisioni del Pd riguardo temi vicini al mondo dell’emigrazione…

“Per quanto io abbia criticato per esempio i tempi e i modi delle elezioni dei Comites, bisogna dare atto a questo governo e al partito di avere effettivamente portato a termine il rinnovo dei Comites dopo ben undici anni”.

E la chiusura di consolati e ambasciate? La nostra rete diplomatica viene fatta a pezzi…

“Credo che il problema della rappresentanza consolare e diplomatica sia effettivamente una criticità che va analizzata molto bene. Anche in questo caso siamo comunque di fronte a scelte precedenti. Mi aspetto che di fronte a una esigenza del numero delle sedi ci sia dall’altra parte la necessità di rendere più efficaci e moderni i servizi consolari per i nostri connazionali. Questa è una delle battaglie che porterò avanti all’interno del partito”.

Lei in passato ha presentato una proposta per abolire il CGIE, tanto caro al Pd…

“Ci sono diverse idee e valutazioni anche all’interno del Pd sul CGIE. Sono convinto che in tempi di ristrettezze economiche come quelle attuali ci sia la necessità di confrontarsi anche su questo tema”.

D’accordo, il confronto è sempre positivo. Ma Tacconi insiste sulla necessità di abolire il CGIE o ha cambiato idea?

“Ripeto, ci si confronta. Nell’occasione di una riforma generale la composizione del CGIE dovrà essere ripensata”.

Dunque ha cambiato idea rispetto all’abolizione del Consiglio? Ora parla di riforma…

“Mi rendo conto che entrando in un gruppo di un partito in cui ci sono diverse sensibilità bisognerà discutere. Credo che il CGIE debba essere trasformato in una struttura più snella”.

Ok, sul CGIE ha cambiato idea. Non è che questo suo passaggio al Pd le serve per garantirsi in futuro la poltrona a Roma?

“Mah, questa cosa è lontana. Non è una questione a cui sto pensando adesso. L’unica intenzione è effettivamente quella di far parte di questa spinta riformatrice per l’Italia”.

Lei sa che sarebbe molto difficile, per lei, essere rieletto in Europa, come candidato Pd?

“Se fosse così, sarebbe la conferma che non ho deciso di iscrivermi al Pd per questioni di poltrone”.

Come mai Laura Garavini al suo fianco durante l’annuncio in conferenza stampa del suo passaggio al Pd?

“Non potevamo essere tutti lì… Con lei c’è stato sicuramente un dialogo un poco più stretto, essendo anche lei eletta all’estero poteva chiarire alcuni aspetti”.

Agli elettori italiani in Europa che l’hanno votata come candidato M5S, quale messaggio lancia?

“Il M5S all’estero era stato accolto come un progetto che poteva essere interessante. Ma tutti i sogni si sono sgretolati come castelli di sabbia. Dal Movimento nessuna attenzione per gli italiani all’estero, nessuna voglia di capirne le problematiche, nessun tentativo di risolverle”.

Twitter @rickyfilosa

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