Svizzera, storia dell’emigrazione italiana messa all’asta? Gli eletti all’estero se ne fregano

La Casa d’Italia di Lucerna messa all’asta e loro, i parlamentari eletti all'estero in Europa, non hanno nulla da dire. A che serve avere rappresentanti di questo tipo in Parlamento? A loro stipendi di lusso, mentre i connazionali sono totalmente abbandonati

Essere rappresentanti della volontà degli italiani all’estero, questo è il mandato ricevuto da ben cinque parlamentari, come lo è anche quello ricevuto dai membri del CGIE in rappresentanza degli italiani all’estero, il cui segretario è Michele Schiavone.

Nessuno ha rivolto un appello tranne, come spesso accade, il MAIE, questa volta dal Ticino; appello rivolto dal coordinatore Gerolamo de Palma al Ministro degli Esteri Moavero Milanesi, ultimo ed unico tentativo per salvare la Casa d’Italia di Lucerna, struttura in parte acquistata con il contributo degli italiani all’estero, che verrà venduta per decisione del precedente Governo il prossimo 5 ottobre.

Si potrebbero chiedere le aggravanti per l’eletto nel centrodestra in quota Lega, onorevole Simone Billi, certamente non meritevole di complimenti per non aver fatto alcuna mossa per la Casa D’Italia, nulla di rilievo istituzionale. Eppure è stato votato da tanti connazionali in Svizzera. A pochi mesi dalla sua elezione al primo appello al dovere è già risultato assente, sicuramente ci saranno altre occasioni in Svizzera molto presto, visto che anche la Casa D’Italia di Zurigo non se la passa per nulla bene.

Il senatore eletto in Forza Italia, Raffaele Fantetti, in Svizzera lo vedono solo per racimolare consensi o inviare lettere sotto votazioni se candidato: alla nostra storia evidentemente non è interessato.

L’onorevole Elisa Siragusa del M5S poteva influenzare parte del Governo cinque stelle sull’inutilità di questa politica di continue privazioni, lesionanti l’immagine dell’identità nazionale all’estero, perché di questo anche si tratta.

Nulla hanno fatto in merito in casa Pd gli onorevoli Massimo Ungaro e Angela Schirò, lo stesso partito al Governo nella precedente legislatura e artefice della messa all’asta della Casa D’Italia di Lucerna e non solo; figuriamoci se i due compagni ammettono l’errore storico che hanno commesso, pur essendo all’opposizione e potendo approfittare di questo momento per attaccare il Governo, non possono. E’ chiaro a tutti che è indirettamente anche colpa loro.

Nulla la senatrice Laura Garavini – già deputata nella precedente legislatura – impegnatissima sotto elezioni nel proporsi come la paladina degli italiani anche in Svizzera, peccato che fa parte degli “astatori”, anche lei deve tacere per motivi politici.

Un appello avrebbe potuto farlo anche l’onorevole Alessandro Fusacchia di +Europa, anch’egli eletto in Parlamento proprio dai cittadini italiani residenti in Europa: + Europa ma anche meno dopo le elezioni?

Nessun intervento da nessun coordinatore in Svizzera di qualsiasi Partito, tutti accettano senza rimorso che anche questa volta sia la storia dell’emigrazione italiana a dover nutrire il debito pubblico prodotto in Italia, a farne le spese.

Questi parlamentari eletti in Europa nei partiti tradizionali, soldatini di partito e peones parlamentari, a che servono a noi italiani nel mondo, a noi italiani residenti in Svizzera in questo caso particolare, se non riescono a difendere, se non ci provano nemmeno, istituzioni di somma importanza per la comunità come la Casa d’Italia?

Gli elettori all’estero residenti in Europa che in media hanno frequentato le urne alle ultime elezioni nella misura del 31,68% – Svizzera 33.33% -, dovrebbero porsela una domanda sul voto espresso: eletti da voi per cosa? Contare i soldini che lo Stato paga per niente o retribuiti per pensare a quante frottole hanno raccontato ancora agli italiani all’estero creduloni e ingenui? Questo è difendere la comunità italiana stando a Roma, chi veramente difende gli italiani all’estero? Ancora una volta, l’unica voce che si fa sentire quando i connazionali hanno bisogno di essere difesi è quella del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Anche in Svizzera.

Il Popolo italiano ha cambiato rotta, anche la comunità italiana all’estero dovrebbe imparare a farlo attraverso il voto, quando tradita dai suoi rappresentanti in Parlamento.