Svizzera, il MAIE incontra la comunità italiana di Zurigo nella Casa d’Italia

On. Mario Borghese: "Emozionato di essere in questa istituzione che dal 1932 rappresenta il punto di incontro tra cultura, lingua, associazioni e comunità residente di origine italiana"

Continua il lavoro del Movimento Associativo Italiani all’Estero sul territorio, ovunque nel mondo. L’iniziativa più recente in Svizzera, a Zurigo, organizzata presso la Casa d’Italia. Il MAIE ha organizzato – in collaborazione con l’Associazione svizzera della lingua italiana (ASDLI) – un incontro con la comunità italiana la scorsa domenica, 25 giugno. Presenti l’onorevole Mario Borghese, deputato del MAIE, la coordinatrice europea del MAIE, Cav. Anna Mastrogiacomo, il presidente dell’ASDLI Pietro Gianinazzi, il coordinatore del MAIE nel Canton Ticino, Gerolamo de Palma e i coordinatori del MAIE provenienti da diversi Cantoni elvetici, Gianni Piergiovanni e i suoi collaboratori giunti del Canton Soletta, il neo coordinatore del Canton Turgovia Francesco D’Orso, i coordinatori Luciano Danti, Christina Magnani e Pietro Cappelli del Canton San Gallo.

La coordinatrice MAIE Europa, Anna Mastrogiacomo, e i coordinatori della Svizzera che lavorano attentamente sul territorio hanno raccolto la richiesta di una parte di questa comunità di incontrarsi in un edificio storico al quale è legata da più di 80 anni. All’incontro erano presenti più di 60 connazionali ai quali i rappresentanti del MAIE hanno presentato il Movimento Associativo fondato dall’on. Ricardo Merlo.

Borghese ha raccolto le preoccupazioni di una parte dei presenti circa la prossima ristrutturazione dell’edificio che ha ospitato la riunione.

“La Casa d’Italia – ha dichiarato l’on. Borghese – è la più grande struttura dell’italianità in Svizzera, che dal 1932 rappresenta il punto di incontro tra cultura, lingua, associazioni e comunità residente di origine italiana. Sappiamo che ne è stata programmata la chiusura in vista di una ristrutturazione: tale chiusura dovrebbe essere solo temporanea e dovrebbe semplicemente essere un rinnovamento dell’edificio; sarà nostra cura vigilare affinchè questo edificio rimanga nella disponibiltà della comunità italiana e le sue associazioni”.

La coordinatrice Anna Mastrogiacomo, insieme ai coordinatori della Svizzera, facendosi interprete del disagio di una comunità che teme di perdere un edificio storico al quale è legata da più di 80 anni, ha dichiarato: “Il MAIE sarà vigile e si batterà al fianco dei connazionali perchè Casa d’Italia sia mantenuta nella sua funzione di accoglienza della comunità italiana che risiede nella circoscrizione”.

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