Svizzera, de Palma (MAIE): “Basta italiani discriminati!”

“Gli italiani integrati in Ticino sono una risorsa per tutti e non un motivo di preoccupazione su cui poter speculare”

Il Movimento Associativo degli Italiani all’Estero, fondato dall’Onorevole Ricardo Merlo, è un movimento politico-culturale nato per la difesa dei diritti degli italiani che risiedono all’estero ed è sinonimo di onestà e credibilità nel mondo. Il coordinatore del MAIE Ticino – Lugano, Gegè (Gerolamo) De Palma, a seguito delle dichiarazioni del Consigliere di Stato Gobbi (“Un errore assumere un italiano all’Ufficio migrazione” in Svizzera n.d.r.) ha rilasciato una dichiarazione in cui: “invita le autorità svizzere, nel pieno rispetto della loro autonomia, a voler riflettere prima di intraprendere una strada che potrebbe discriminare gli immigrati italiani in questo paese”.

De Palma dichiara: “La corruzione, come qualsiasi altro reato non è attribuibile esclusivamente ad un popolo, a maggior ragione poi al Popolo italiano che tanto ha dato in termini di crescita economica e sociale alla Svizzera. La differenza tra onestà e disonestà non la si può valutare guardando le origini del malfattore, o il suo passaporto, o la sua etnia o la sua religione: i cattivi comportamenti sono presenti in Italia come in Svizzera e purtroppo un po’ ovunque nell’intero pianeta. Le affermazioni del consigliere di Stato, Norman Gobbi, – ha continuato De Palma – sono generiche e penalizzano ingiustamente i tanti italiani onesti che sono presenti in Svizzera, che sono la stragrande maggioranza”.

“Il MAIE, che rappresenta culturalmente e politicamente gli italiani nel mondo, non può accettare queste affermazioni, né tanto meno le considera meritevoli di considerazione; vogliamo credere – aggiunge conciliante il coordinatore del MAIE Ticino De Palma – che non fosse nelle intenzioni del consigliere di Stato, Norman Bondi, offendere la comunità italiana, ma semplicemente far notare che in alcuni settori sensibili dell’amministrazione pubblica sarebbe auspicabile inserire personale locale. In questo caso, le sue parole manifesterebbero una comprensibile preoccupazione di un rappresentante dello Stato del Canton Ticino. Ed è così che noi avremmo preferito si esprimesse, anche per evitare un incidente diplomatico tra due stati amici”.

Non sono mancate infatti reazioni del console Marcello Fondi ( “Se quelle sono le sue parole, sarà difficile ignorarle”) e del segretario del CGIE Schiavone (“Ha bisogno di nuove lenti per capire che il mondo non è più quello che immagina lui”).

“La corruzione, l’evasione fiscale o l’abuso di potere – ha ribadito Gegè De Palma – , non sono prerogative di questa o quell’altra nazione, bensì caratteristiche peculiari di singoli individui avidi, disonesti ed egoisti. Quindi, come MAIE Ticino noi ci appelliamo alla coerenza, alla ragionevolezza, alla non discriminazione, alla meritocrazia: Italia e Canton Ticino hanno molte similitudini da cui poter partire per promuovere in modo sempre più proficuo il commercio, il turismo e l’economia di entrambi”.

“Lanciare la pietra della colpevolezza e nascondere la mano del peccato, come dimostrato dalla storia, è un’azione istintiva, una strategia per attirare facili consensi di quei cittadini indignati e scontenti, più che essere una reale risoluzione dei problemi del Cantone. Gli italiani integrati in Ticino – conclude De Palma – sono una risorsa per tutti e non un motivo di preoccupazione su cui poter speculare”.

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