Superbollo auto, uno degli stupidi autogol dello Stato – di Marco Chierici

Partecipando come spettatore ad una recentissima conferenza di Oscar Giannino (giornalista, conduttore radiofonico e illustre economista), mi è tornato in mente uno degli stupidi autogol che il nostro Stato non manca di esibire al mondo. Giannino ha snocciolato dati e cifre sui miseri introiti dell’erario dopo la tassazione inutile delle auto di grossa cilindrata e anche sul danno economico causato dal medesimo provvedimento allo Stato stesso. La mia opinione è che le cifre (e parliamo di miliardi) sono incalcolabili, come sempre, quando si parla di mosse così confuse che coinvolgono settori diversi della nostra economia nazionale. L’idiozia, che nemmeno il più sciocco e impreparato scolaretto avrebbe commesso, è stata quella di tassare con un superbollo le automobili da una certa potenza in su. Non mi importa ora specificare il numero di cavalli fiscali o di potenza dei veicoli coinvolti, ma mi interessa dimostrare la totale superficialità di chi ci governa. Il nocciolo del discorso è che il danno causato all’economia è stato vergognosamente, evidentemente, di gran lunga maggiore dei pochi milioni incassati dal fisco. La demagogica mossa, che per gli ignoranti può sembrare una rivalsa del povero nei confronti del benestante, è stata una fesseria colossale. In un’azienda privata, chi causa un danno del genere, viene licenziato; nello Stato no, sono tutti intoccabili, sia i ragionieri che i professori della Bocconi.

Chi ha un suv o un coupè non è necessariamente un ricco o un evasore o un evasore ricco. Chi possiede un auto grossa contribuisce maggiormente ad incrementare il fatturato dei concessionari, dei gommisti, delle assicurazioni, dei meccanici, dei benzinai e tutte queste categorie, fatturando di più, pagando più imposte, più iva e a loro volta spendono di più e fanno girare l’economia. Ma è un discorso troppo difficile per i dilettanti al governo, coloro che non conoscono nemmeno le tabelline…

Il risultato è che il settore auto, da una certa cilindrata in su, si è bloccato; la gente è costretta a girare sulle piccole automobiline e, spendendo meno, fa incassare meno allo stupido Stato, il quale, sempre in deficit di denaro e di cervello, ci chiederà altri soldi sotto altre forme. E’ una tristezza infinita. Invito voi giornalisti, della carta stampata e delle televisioni, a chiamare in causa i responsabili, e interrogarli davanti agli italiani. Ci dimostrino con la lavagna quanto somari sono.

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