Suicida a 51 anni: senza lavoro, viveva di prestiti

Da anni senza lavoro, un 51enne residente a Migliarina, una frazione di Carpi (Modena), si e’ ucciso nella propria abitazione, in una palazzina popolare. Sono stati i vicini a chiamare i soccorsi, dopo che da alcuni giorni non vedevano piu’ aprirsi la porta del suo appartamento.

L’uomo – che viveva grazie a lavoretti temporanei, soprattutto come muratore, e prestiti di amici – non avrebbe lasciato biglietti, ma i conoscenti sapevano delle sue difficolta’ economiche, anche se il suicidio, secondo le forze dell’ordine, non sarebbe riconducibile a debiti. Era da tempo in cura al Centro di igiene mentale di Carpi e al Sert per problemi di alcolismo, ed era seguito dai servizi sociali. ‘Aveva gravissime difficolta’ economiche – ricorda un amico – Lo scorso inverno, non avendo piu’ soldi per pagare le bollette, era stato lasciato senza gas ed elettricita’. Gli avevamo detto di rivolgersi agli assistenti sociali, ma sembrava poco interessato a chiedere aiuto. Forse gli mancava la voglia di risollevarsi’.

La scoperta del corpo senza vita e’ stata fatta martedi’, proprio nella giornata della festa del lavoro.

‘Solo di tanto in tanto – ricordano gli avventori di un bar Arci, dove spesso andava a cercare sostegno – riceveva chiamate da enti pubblici per svolgere attivita’ come la pulizia delle strade o piccoli lavori di manutenzione. Sapeva fare il muratore e un tempo viveva una vita normale, poi le difficolta’ a trovare impiego si sono fatte sentire e non e’ piu’ riuscito a reinserirsi nel giro delle imprese edilizie’. Nella palazzina di alloggi popolari sono rimaste la sua bici, appoggiata alla rete di recinzione, e la sua vecchia auto, ferma da tempo.

Intanto domani, a Bologna, si terra’ la prima marcia delle ‘bandiere bianche’, protagonisti i parenti delle persone che si sono tolte la vita per la crisi economica. Ad organizzarla e’ Tiziana Marrone, vedova di Giuseppe Campaniello, l’artigiano che si diede fuoco il 28 marzo davanti alla sede delle Commissioni tributarie di Bologna e che mori’ dopo alcuni giorni di agonia.

‘La mia battaglia – ricorda la donna – e’ di tutti gli italiani che si trovano nella mia stessa condizione e soprattutto di quelle vedove, di quelle famiglie, che non sanno dove sbattere la testa per pagare questi debiti’. E proprio dopo aver annunciato ai familiari che sarebbe andato nella sede di Equitalia ad Albenga (Savona), per rateizzare il pagamento di una cartella da 4.000 euro, e’ scomparso ieri mattina un gelataio di 62 anni di Ceriale. L’uomo si e’ poi fatto vivo con i familiari: ‘Lasciatemi tranquillo’, ha detto, mentre si e’ appreso che di quella cartella non c’e’ alcuna traccia.

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