Stuprate nel mondo 120 milioni di bimbe e ragazze: ecco il rapporto shock dell’Unicef

Nel mondo circa 120 milioni di bambine e ragazze sotto i 20 anni, cioe’ circa una su dieci, sono state costrette ad un rapporto sessuale. Non solo: un quinto di tutte le vittime di un omicidio hanno meno di 20 anni, e piu’ di uno studente su tre tra i 13 e i 15 anni e’ regolarmente vittima di bullismo. Sono alcuni dei dati scioccanti dell’ultimo rapporto Unicef sulle violenze contro i bambini, presentato al Palazzo di Vetro di New York.

La ricerca, dal titolo ‘Hidden in Plain Sight’, e’ la piu’ ampia raccolta di dati mai realizzata sul tema, con statistiche provenienti da 190 Paesi, e sottolinea la sconcertante crescita degli abusi fisici, sessuali e psicologici documentando azioni che giustificano la violenza, tenendola nascosta, ma sotto gli occhi di tutti. Anche nei luoghi dove i bambini dovrebbero sentirsi al sicuro, ossia nelle loro comunita’, a scuola, e a casa.

Secondo il rapporto, inoltre, 84 milioni di ragazzine di eta’ compresa 15 ai 19 anni, una su tre di quelle che hanno una relazione stabile, sono state vittime di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner. E ancora, quasi la meta’ di tutte le ragazze tra i 15 e i 19 anni – circa 126 milioni – credono che un marito sia giustificato a picchiare la moglie in certe circostanze. Percentuale che sale a oltre l’80% delle adolescenti in Afghanistan, Guinea, Giordania, Mali e Timor Leste. Infine, circa il 17% dei bambini in 58 Paesi sono soggetti a forme severe di punizione fisica, mentre in media 8 piccoli su 10 vengono sottoposti ad una qualche disciplina violenta in casa propria. E globalmente tre adulti su dieci ritengono che le punizioni corporali siano giustificabili per l’educazione.

"Sono fatti scomodi, che nessun genitore e nessun governo vorrebbe vedere – spiega Anthony Lake, direttore esecutivo dell’agenzia Onu sui minori – Ma se non ci confrontiamo con la realta’ che ciascuna di queste statistiche rappresenta, non riusciremo mai a cambiare la mentalita’ secondo cui la violenza contro i bambini e’ normale e lecita". "Questa violenza si puo’ prevenire, se ci rifiutiamo di farla rimanere nell’ombra", aggiunge Lake, sottolineando che i risultati del rapporto "ci obbligano ad agire, per il bene di ogni singolo bambino e per il futuro delle societa’ in tutto il mondo". L’Unicef propone alcune strategie per consentire alle societa’ nel loro complesso di prevenire e ridurre la violenza contro i bambini, tra cui fornire sostegno ai genitori e competenze comportamentali ai minori, modificare gli atteggiamenti sociali, rafforzare i sistemi giudiziari, penali e sociali, e aumentare la consapevolezza dei costi umani e socio-economici della violenza, al fine di modificare atteggiamenti e norme.