Strage di cristiani in Kenya, il mondo ha davvero compreso l’Islam? – di Marco Chierici

L’ennesima strage compiuta in nome di Allah è avvenuta ieri in Kenia. 147 ragazzi sono stati massacrati e molti di loro decapitati da indemoniati terroristi somali. Un campus universitario è stato preso di mira con una ferocia incomprensibile per ogni uomo dotato di intelligenza.

Questi criminali senza cuore hanno separato i ragazzi musulmani da quelli cristiani e poi hanno compiuto la loro aberrante, terribile carneficina.

Dalle torri gemelle all’attentato di Parigi, dal Kenia alla Nigeria, in ogni parte del mondo dove accadono queste indescrivibili nefandezze c’è accostata la parola “islam”.  Le peggiori atrocità causate dall’uomo sul pianeta sono per ragioni religiose e impregnate di una tale ignoranza da sfociare nell’odio assoluto. Non ci si consola sapendo che costoro vedranno le loro anime bruciare nelle fiamme dell’inferno per millenni, noi vorremmo una giustizia anche terrena. Questo è impedito dall’inefficienza di un’organizzazione chiamata ONU, la quale non perde occasione per mostrare al mondo la sua inutilità che ci costa miliardi di dollari.

Le nostre piccole nazioni sono governate da mediocri uomini, la maggior parte dei quali pensa al proprio giardinetto, al partitino, alle percentuali di consenso, ai favoritismi, alla corruzione, al conto in banca, al potere locale e losco, al proprio ego.

La questione jihadista non è stata presa in considerazione con il giusto allarmismo, per intenderci quello denunciato a chiare lettere da Oriana Fallaci. Il buonismo italico ed europeo ci costringe a misurare i termini, a non accostare la violenza all’islam, ma è una certezza indiscutibile che si tratta di una questione planetaria irrisolta. Esistono i musulmani moderati, per fortuna esistono, ma di quelli ferocemente ignoranti che odiano le altre religioni che ne facciamo?

Non abbiamo mai visto una banda di buddhisti assaltare un dormitorio universitario e nemmeno degli induisti o dei cattolici. Se qualcuno ne ha notizia lo pubblichi, a patto che non si vada a pescare notizie tra le antiche crociate.

Il flebile  e sommesso dolore espresso dalla Chiesa di Roma per voce del suo Pontefice di fronte al martirio di migliaia di cristiani è troppo scarso, è un sussurro inascoltato, è un’espressione di arresa totale nei confronti di una religione che non ammette, almeno così dimostra, di convivere con gli infedeli. L’imposizione e l’intimazione di questa fazione dell’islam, quella che compie simili orrori, è innegabilmente peggiore del peggior nazismo hitleriano.

Siamo sicuri di desiderare un mondo governato dalla sharìa? Impicchiamo gli adulteri e lapidiamo gli omosessuali? Impediamo alle donne di guidare l’auto e di camminare vestite come vogliono? Siamo sicuri, signori governanti dell’occidente, che il mondo meriti la sottomissione? Siete sicuri signori della UE degli USA di agire in difesa del mondo e della sua popolazione davvero moderata? No, io credo di no. Se è concessa un’opinione umile di chi sta scrivendo queste righe, ci vorrebbe a capo dell’ONU una persona come Oriana Fallaci o come Magdi Cristiano Allam. Finché c’è libertà di opinione approfittiamone per non essere ridotti a codardi della stampa.

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