Storia di Pietro Barilla, il re della pasta italiana – di Marco Ferrari

Un marchio, una garanzia. La pasta nel mondo si chiama Barilla, 4 miliardi di euro di fatturato, 1.000 prodotti in 100 paesi del mondo, 13 mila dipendenti, 42 siti produttivi in 9 paesi diversi, 2,3 milioni di prodotti agricoli lavorati. Un piccolo grande miracolo dell’Italia provinciale che trasforma la sua artigianalità in un timbro di qualità. Questo miracolo si deve a Pietro Barilla di cui si festeggia quest’anno il centenario della nascita e il ventennale della morte. Pietro Barilla è colui che ha trasformato una piccola azienda familiare parmigiana in una grande azienda mondiale.

In Strada Vittorio Emanuele, suo nonno Pietro Barilla senior (1845-1912) aprì una modesta bottega con annesso forno nel 1877. Il lungo apprendistato presso il forno del nonno materno Vincenzo Lanati e successivamente presso il cugino Giacomo gli aveva consentito di acquisire esperienza nell’arte di fare il pane e quindi di mettersi in proprio come fabbricante di pane e pasta. Il 17 giugno 1910 venne registrato il marchio dell’azienda, un disegno di Emilio Trombara: un bambino biondo in atto di versare un grosso tuorlo d’uovo in una madia piena di farina.

A quel tempo a reggere i fili aziendali erano i figli di Pietro Barilla senior, Riccardo e Gualtiero. Nel dopoguerra con la scomparsa di Riccardo entrarono in azienda i figli Gianni e Pietro. Proprio Pietro tenne le redini sviluppando la fabbrica in senso moderno fino a farla diventare la più grande industria pastaria del mondo, aiutato anche da un sapiente uso della comunicazione, come dimostra il coinvolgimento di Federico Fellini nelle celebri campagne pubblicitarie e il successo, più tardi, del marchio Mulino Bianco. Attraverso le vicissitudini del dopoguerra, i successi degli anni Cinquanta, la cessione e la coraggiosa riconquista alla fine degli anni Settanta, Pietro Barilla ha legato il suo nome ai valori autentici dell’impresa che, ancora oggi, trasmette un’idea di autenticità. Per fare esperienza Pietro Barilla si trasferì negli Stati Uniti nel 1950 per studiare le tecniche di marketing e di comunicazione.

Nel 1952 decise di abbandonare la produzione del pane per concentrarsi unicamente sulla pasta. La comunicazione diventò il suo pallino. Affidò la campagna pubblicitaria ad Erberto Carboni che realizzò lo slogan “Con pasta Barilla è sempre domenica”. Nel 1953 la Barilla vinse la Palma d’Oro per la pubblicità. Nel 1958 la ditta esordì sul popolare programma televisivo “Carosello”, con testimonial d’eccezione come Giorgio Albertazzi, Dario Fo e Mina. Nel 1968 Pietro Barilla inaugurò il modernissimo stabilimento di Pedrignano, il più grande pastificio del mondo. In quegli anni arrivò però un periodo di crisi per l’industria italiana e anche la Barilla andò incontro a delle difficoltà. Pietro Barilla si vide costretto a vendere il pacchetto di maggioranza alla multinazionale alimentare americana Grace. Nel luglio del 1979 riuscì a riacquistare il controllo della società. Nello stesso anno fondò le consociate estere Barilla France, Barilla España e Barilla Deutschland. Il testimonial della campagna pubblicitaria in Francia è stato l’attore Gerard Depardieu, in Spagna il tenore Placido Domingo, in Germania la tennista Steffi Graf. Nel settembre 1987 l’Università di Bologna gli ha conferito la laurea Honoris Causa in Economia e Commercio. Nello stesso anno Pietro Barilla fece una generosa donazione all’Università di Parma per la costruzione della Facoltà di Ingegneria, che diventò il primo tassello del nuovo complesso universitario ora noto come “Campus di via Langhirano”.

Dal 1989 la Barilla divenne la prima azienda alimentare italiana con ventisette stabilimenti, di cui due in Spagna. Nel 1992 entrò nel gruppo anche la società Pavesi. Oltre che un grande industriale, “il signor Pietro” è stato un appassionato d’arte e un mecenate nel settore culturale. Nel 1957 fondò assieme al poeta Attilio Bertolucci la rivista letteraria “La Palatina”. Era nota la sua amicizia con artisti prestigiosi, tra cui il pittore Renato Guttuso e lo scultore Pietro Cascella. A quest’ultimo affidò la realizzazione del Monumento alla via Emilia. Morì all’età di ottant’anni nella sua residenza di Fraore, nei pressi di Parma. Ai funerali partecipò una folla immensa. La direzione dell’azienda passò ai figli maggiori Guido e Luca, che già da alcuni anni ne erano vicepresidenti.

Per ricordare Pietro Barilla, l’imprenditore che ha contribuito a rendere famosa nel mondo la cucina italiana, la città di Parma avvia una serie d’iniziative che partiranno lunedì 15 aprile, la vigilia del giorno in cui avrebbe compiuto 100 anni. Quella sera al Teatro Regio di Parma lo spettacolo “Pietro. Cent’anni avanti” racconterà la vita dell’industriale. A condurre la serata Giovanni Minoli, che unirà la presenza viva dei protagonisti con immagini e documenti visivi inediti. La storia di Pietro e le sue interpretazioni dei profondi mutamenti dell’Italia vedranno protagonisti sul palco Luca Zingaretti, Margherita Buy e Alessio Boni, guidati da Emanuela Giordano per novanta minuti di narrazione, musica e recitazione. Parteciperà anche Renzo Arbore e porterà una testimonianza il maestro Riccardo Muti. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto all’Ospedale dei Bambini di Parma che porta proprio il nome di Pietro Barilla. Martedì 16 aprile alle ore 11 presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi di Milano si terrà un incontro sul ruolo di Pietro Barilla nella storia dell’industria italiana e lo sviluppo del “Made in Italy” con Andrea Sironi, Rettore Università Bocconi; Paolo Mieli, Presidente Rcs Libri; Luigi Bordoni, Presidente CentroMarca e Francesco Alberoni, autore del libro “Pietro Barilla: Tutto è fatto per il futuro”. Durante il convegno sarà anche presentato il progetto “Barilla per i giovani” che assegnerà dieci borse di studio del valore di 40 mila euro ciascuna ad altrettanti studenti di talento. I giovani potranno partecipare all’iniziativa – realizzata in collaborazione con CentroMarca e Unione Parmense degli Industriali – dal 16 Aprile al 30 Settembre, consultando le condizioni generali e registrandosi sul sito ww.barillaperigiovani.it.