Standard & Poor’s promuove Monti: ora l’Italia è in buona posizione

Dopo tante bacchettate per l’Italia arriva oggi, e a sorpresa, una promozione da parte di Standard & Poor’s. Le parole di uno dei tre giudici del debito sovrano mondiale non migliorano ancora il rating del Paese, finito in serie B proprio ad opera dell’agenzia di valutazione del debito americana nel gennaio scorso (BBB con un + di consolazione e’ il voto attuale) ma almeno lascia sperare che la caduta senza fine del giudizio e della credibilita’ del paese, la stagione dei tagli continui (anche di due posizioni come nell’ultimo caso) possa dirsi conclusa.

A cambiare le prospettiva e a dipingere con un po’ di colore il quadro grigio di fine 2011 e’ ancora una volta il governo tecnico e soprattutto sono le misure varate dall’esecutivo e quelle approvate dal Parlamento. L’Italia ora e’ in una posizione diversa, viene sottolineato a New York dai guardiani del mercato, non e’ piu’ sul banco degli imputati come al G20 di Cannes ma quasi sotto i riflettori, un po’ come l’allievo indisciplinato che ha potenziale e non studia e fa poi tirare a tutti un sospiro di sollievo quando svolge brillantemente il proprio compito diventando quasi un esempio per i piu’ pigri.

‘La visita del primo ministro italiano Mario Monti negli Stati Uniti ha suscitato reazioni molto positive’, afferma John Chambers, direttore per i debiti sovrani di Standard & Poor’s, durante una conferenza nella Grande Mela. ‘Monti – sottolinea ancora – ha presentato obiettivi ambiziosi, e l’Italia ora e’ in una buona posizione’. Roma deve risolvere ancora il problema del debito, ovviamente, ribadisce Citibank, uno dei grandi colossi finanziari americani e mondiali, perche’ le mosse della Bce e l’austerita’ da sole non bastano, ma Monti e’ una garanzia anche per Wall Street, che chiede percio’ piu’ spazio e piu’ tempo per il presidente del Consiglio italiano. ‘Per quanto riguarda la situazione dell’Italia e’ impensabile che semplici manovre di austerita’ possano risolvere la crisi. Deve essere dato spazio a Monti nel suo tentativo di rilanciare la crescita’, spiega senza mezzi termini Alberto Cribiore, vice Ceo di Citibank nella stessa conferenza stampa a New York. ‘Se l’Italia non risolve il problema del debito – ha aggiunto – l’attivita’ di Draghi serve a poco perche’ l’iniezione di liquidita’ accoppiata all’austerita’ non e’ garanzia di crescita’. Le misure che avevano impressionato la Merkel ora iniziano a sorprendere e scuotere anche i mercati, anche se, lo ripetono tutti, mercati, politici, analisti, ma soprattutto le stime e le statistiche ufficiali, possiamo solo pensare di aver iniziato (forse e speriamo) a staccarci dal fondo, per una risalita vera e propria bisogna aspettare: il Pil quest’anno crollera’ tra lo 0,5% stimato dall’Ocse, l’1,3% della Commissione Ue, l’1,5% di Bankitalia e il 2,2% del piu’ pessimistico Fondo monetario internazionale. Insomma il clima e’ cambiato, il secondo quadrimestre e’ certamente migliore del primo, ma per una promozione vera serve un altro sforzo, la crescita.