Staminali, l’appello di Io Cambio ai medici di Brescia: ‘abbiate il coraggio dell’azione’

Agostino D’Antuoni, segretario nazionale del movimento Io Cambio con cui il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, si e’ candidato alle elezioni europee, lancia un appello ai medici degli Ospedali Civili di Brescia: “Abbiate il coraggio dell’azione, aprite le porte del cuore" e garantite le infusioni preparate con il metodo Stamina ai pazienti che hanno ottenuto il via libera al trattamento.

D’Antuoni – anche lui candidato alle Europee con la lista Io Cambio-MAIE – ha lanciato il messaggio in vista della data chiave del 5 maggio, entro la quale secondo un’ordinanza del tribunale di Marsala l’Ao bresciana dovra’ riprendere le infusioni sul piccolo Gioele, bimbo malato di Sma1. Un appuntamento che si preannuncia ‘caldo’, dopo che i vertici di Io Cambio hanno confermato nei giorni scorsi l’intenzione di presentarsi lunedi’ a Brescia con le famiglie dei malati e, se necessario, con i carabinieri.

Dopo la decisione comunicata a inizio aprile dai camici bianchi bresciani, di sospendere ogni attivita’ legata alla convenzione con Stamina fino al responso del nuovo comitato di esperti nominato dal ministero della Salute per valutare un’eventuale sperimentazione sulla metodica, "faccio appello ai medici di Brescia – afferma D’Antuoni – perche’ aiutino i malati a non morire, a non soffrire. Avete giurato di perseguire come scopi esclusivi della vostra professione la difesa della vita, la tutela della salute fisica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza. Abbiate il coraggio dell’azione. I malati, le loro famiglie, vi supplicano di aprire le porte del vostro cuore. Il 5 maggio metteremo nelle vostre mani la vita di molti. La libertà di tutti".

LORENZIN, ATTENDO RESPONSO COMITATO "Attendo il responso del secondo comitato dopodiche’ potremo mettere parola fine a questa vicenda": cosi’ il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha risposto ai giornalisti, a Terni, in merito agli sviluppi del caso Stamina.

"Comprendo benissimo la situazione delle famiglie – ha detto il ministro riferendosi ai pazienti che chiedono di proseguire le cure – ho parlato con tanti di loro. Ma l’Italia e’ un Paese del primo mondo, non del terzo, dobbiamo garantire le cure a tutti, ma se si rispecchiano ad una evidenza e ai minimi di protocolli di sperimentazione". "Ad oggi tutto quello che noi sappiamo di questo metodo e’ assolutamente negativo, c’e’ anche un processo in corso. Ma comunque, siccome non sono uno scienziato ne’ un ricercatore, attendo il responso del comitato".

Qualora non dovesse andare avanti il metodo Stamina, ha aggiunto il ministro, i tre milioni stanziati per la sperimentazione verranno utilizzati per la sperimentazione sulle malattie rare. 

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