Stamina, Vannoni: ‘sono persona onesta, dovrebbero darmi il Nobel’ (VIDEO)

Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, davanti la sede dell'Istituto Superiore di Sanità a Roma, 12 luglio 2013. ANSA / ETTORE FERRARI

Continua a tenere banco sulle pagine dei giornali il caso che riguarda Davide Vannoni, Mr. Stamina, indagato dalla procura di Torino insieme ad altri venti persone. Diversi, a vario titolo, i reati ipotizzati.

Fra le altre cose, secondo i carabinieri del Nas e della procura torinese, per imporre il metodo Stamina, Vannoni non esitò ad "approfittare" della malattia di un dirigente della Regione Lombardia per convincerlo ad agevolare la collaborazione con gli Spedali Civili di Brescia. Vannoni, secondo l’indagine, "approfittava dello stato di malattia di dirigenti pubblici" insieme al medico Marino Andolina, suo stretto collaboratore.

Il caso di Vannoni è già diventato un caso politico (con Forza Italia che sottolinea: “premiare addirittura con una candidatura alle prossime elezioni europee il ‘prof.’ Vannoni è una provocazione della quale gli italiani sani e malati non hanno davvero bisogno, nè oggi nè mai), visto che il fondatore di Stamina è candidato alle Europee con il movimento Io Cambio.

Lui dice di essere sereno, afferma in una intervista a Libero che la sua candidatura è una “scelta di libertà”, e in una intervista alla Stampa spiega: “Altro che truffatore. Io sono una persona onesta. E Stamina è da premio Nobel per la medicina”. Soldi? “Ho più di 360mila euro di debiti con Equitalia – afferma Vannoni – Io non ho mai preso un euro che sia uno dai pazienti. Ho fatto debiti, ma non ci ho mai guadagnato”.

Sui tre medici che hanno fatto retromarcia su Stamina dice: “E’ una follia” che “disconoscano le loro relazioni. E poi con quelle motivazioni, roba del tipo mi sono fatto suggestionare”.

IL POST SU FACEBOOK Vannoni per esprimere le proprie ragioni usa anche i social network e su Facebook scrive: “Nessun effetto collaterale, solo miglioramenti certificati con dati strumentali da altri ospedali italiani". Il presidente di Stamina Foundation avverte: "Chi ritiene di voler combattere oggi ha un traguardo, il 5 maggio 2014, data in cui Stamina potrebbe essere presente a Brescia (che non ha dato risposta alla nostra disponibilità), insieme alle famiglie che dovrebbero ottenere le infusioni".

"Oggi – evidenzia Vannoni – siamo nel pieno di un conflitto istituzionale tra un pm e la magistratura civile, un conflitto che nessuno vuole sanare. Visto che la politica se ne infischia come sempre, troviamo la forza di reagire, cerchiamo di fare in modo che questo conflitto si risolva e chi ha diritto possa iniziare le cure ordinate. Il problema di fondo e’ che il conflitto istituzionale devono risolverselo le istituzioni, devono trovare un accordo per poter ripristinare il diritto. Ieri una ragazza in lista di attesa e’ mancata, si chiamava Daniela, con lei altre 15 persone sono morte nei mesi passati in quella lista attraverso cui sono stati presi in giro malati terminali e le loro famiglie. Che cosa succederà se mancherà uno dei bambini in cura che ormai non ricevono più le terapie Stamina da mesi? Diremo ‘pazienza tanto erano malati’? Chi saranno i colpevoli?".

UMBERTO VERONESI, “LA SCIENZA HA DELLE REGOLE” “La chiusura delle indagini sul caso Stamina con venti indagati, su cui pesano accuse gravissime, era inevitabilmente scritta nella storia perche’ la terapia proposta non ha mai dimostrato di avere alcuna base scientifica”, ”tuttavia io per primo – e tanti medici come me – non ci siamo scagliati contro Davide Vannoni” perche’ ”era in gioco la speranza dei malati”. Lo scrive l’oncologo ed ex ministro della Salute Umberto Veronesi in un intervento su Repubblica. ”L’emozione non deve oscurare il giudizio lucido che ci permette di proteggere Sofia e tutti gli altri ammalati di malattie ancora senza cura. E la scienza ha delle regole, che sono fatte per garantire a tutti i cittadini la massima efficacia, trasparenza e sicurezza delle terapie”.

“In particolare – prosegue Veronesi – le regole per l’uso ‘compassionevole’ di una terapia sono contenute nel decreto ministeriale dell’8 maggio 2003, che indica due condizioni fondamentali: che la terapia sia gia’ oggetto di studi clinici sperimentali in corso o conclusi, che i dati disponibili su queste sperimentazioni siano sufficienti per formulare un favorevole giudizio sulla efficacia e la tollerabilita’ del farmaco. La terapia proposta da Stamina non rispetta nessuna delle due condizioni”. ”Si capisce allora come ci sia un bella differenza fra il somministrare cure compassionevoli a un malato gravissimo, che non ha altre alternative terapeutiche, e usare questo stesso malato come cavia, dandogli farmaci potenzialmente dannosi”.

INDAGATO ANCHE A SAN MARINO Intanto arriva la notizia che Mr. Stamina è indagato anche a San Marino. Truffa e somministrazione di farmaci nocivi le ipotesi di reato per cui la magistratura sammarinese ha aperto un fascicolo a carico di Davide Vannoni e del chirurgo specialista in anestesia Luciano Fungi. Per entrambi i fatti contestati risalgono al 2007.

RISCHI PER LA SALUTE Dalla nausea alla cefalea all’insorgenza di tumori: ecco cosa hanno rischiato i 101 pazienti che si sono sottoposti alla metodica Stamina di Davide Vannoni. E’ quanto si ricava dalle carte dell’inchiesta svolta dai carabinieri del Nas e dalla procura di Torino. I problemi, secondo gli inquirenti, sorgono in ognuna delle tre fasi del trattamento: la biopsia midollare, eseguita "in assenza di documentati esami ematochimici" e in locali – come gli scantinati – di cui non erano certificate "sterilita’ e adeguatezza"; la manipolazione e la criopreservazione delle cellule "in condizioni non controllate o non in regime Gmp (‘good manufactoring practice’ – ndr) in sedi non autorizzate e omologate, trasportate da personale inesperto"; la reintroduzioni delle cellule mediante puntura lombare senza "cautele" e senza "documentate procedure cliniche".

NESSUN COMMENTO

Comments