Stamina, il padre di Noemi: ‘così lo Stato condanna a morte’

"Abbiamo il diritto di scegliere. Perché non vogliono che Noemi si curi? Quale alternativa abbiamo? In questi due anni tremendi ho imparato a difendermi dalla malattia di mia figlia, a gestirla. Ma dal male che ci sta facendo lo Stato, da quello non ci riesco". Lo afferma in una intervista a Repubblica Andrea Sciarretta, il papà della piccola Noemi, dopo il sequestro dei Nas delle cellule staminali la cui prima infusione nella bambina di Guardiagrele affetta da atrofia muscolare spinale, era in programma domani a Brescia.

E aggiunge: "Fermano le cure ma non ci offrono altre soluzioni, ci abbandonano senza nemmeno un’assistenza domiciliare. E anche se in tribunale abbiamo avuto ragione quattro volte su quattro, hanno deciso che Noemi non deve tentare questa sperimentazione. Ma forse non sanno nemmeno che in questo modo lei ha solo pochi mesi di vita. Ha due anni e mezzo e nei casi come il suo a tre anni si muore".

Sul metodo Stamina afferma: "Aspettiamo le sentenze. Io posso solo dire che ci credo e ci spero, perché ho visto con i miei occhi sette bambini curati con quel metodo che sono migliorati. Punto. C’è una legge in forza della quale continuiamo a vincere in tribunale: l’uso compassionevole dei farmaci sperimentali. Abbiamo il diritto di tentarle tutte. Questo non possono negarcelo. Il resto, accuse a Vannoni comprese, non mi interessa. E io devo tentare in ogni modo di salvare Noemi" mentre lo Stato "è il nostro nemico. Mai nessun aiuto", "Noemi è viva solo grazie a noi. Lavoro come addetto in un supermercato e rischio di perdere il lavoro perché con mia moglie non riusciamo a seguire tutto. Abbiamo un altro figlio di cinque anni. E Noemi ha bisogno di assistenza in ogni momento: è ventilata 12 ore al giorno, non mangia, è immobile. Anche per girarsi nel letto ha bisogno di noi".