Spese di Stato, ecco dove si potrebbe risparmiare – di Luigi Marino

In questi giorni si rincorrono voci su spese dello Stato che potrebbero essere tagliate e permettere di alleggerire una manovra che ha causato molto scalpore soprattutto per le fasce più deboli.
Ho provato (navigando per la rete) a trovare spese statali che potrebbero essere tagliate.

Parlamentari I parlamentari italiani (ovviamente) sono tra quelli dell’eurozona che guadagnano di più. Le media europea è di circa 5mila euro mensili mentre, in Italia la media è di circa 11mila euro al mese. L’Europa ci ha chiesto un adeguamento, ma i parlamentari sono (ovviamente) contrari. L’adeguamento entrerebbe in vigore anche per Sindaci, Consiglieri ed Amministratori.

Fare un calcolo di risparmio includendo tutte queste cariche statali diventerebbe notevolmente complesso. Mi limito quindi a Camera e Senato (totale 945 stipendi) per un risparmio totale (calcolando la media europea avremo 6,365 euro risparmiati per ogni Deputato/Senatore ) di euro 6.014.915 mensili (avete capito bene, circa 6 milioni di euro mensili) che per 12 mesi fanno la bellezza di oltre 60 milioni di euro (solo per Deputati e Senatori )

Auto Blu In Italia circolano 72 mila auto blu (fonte Formez) catalogate in 3 categorie (auto blu blu, auto blu, auto grigie). La spesa (sempre fonte Formez) per il personale è di 1,2 miliardi di euro all’anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. Tagliarle tutte sarebbe impraticabile, ma su più di 2 miliardi di euro il 30% possiamo ipotizzarlo? Bene, sarebbero altri 600 milioni di euro risparmiati.

Ici per la Chiesa La mia idea personale in questo caso è davvero molto “estremista”. Ritengo che in un periodo di estrema crisi tutti debbano fare la propria parte, anche chi, accanto ad opere sicuramente meritevoli, ha attività commerciali che sono fonte di immensi guadagni. Il patrimonio della Chiesa è enorme così come enormi sono i benefici di cui gode. Senza scendere nel dettaglio (difficili anche da recuperare tutti i dati, visto il protezionismo che esiste in merito) da un’indagine effettuata dal Partito Radicale svolta secondo stime dell’Anci aggiornate al 2007 l’Ici per gli immobili degli enti religiosi che svolgono attività commerciali sarebbe valutabile tra i 400 e i 700 milioni di euro. Come sempre le stime vanno prese con una certa approssimazione quindi direi di valutare questo capitolo di risparmio in circa 300 milioni di euro (che non sono mica noccioline). Una più recente indagine, poi, ha stabilito che se la Chiesa pagasse l’Ici potrebbero entrare nelle casse dello Stato due miliardi di euro.

Spese Militari Indubbiamente azzerare le spese militari in un paese come il nostro vorrebbe dire non permettere lo sviluppo di settori strategici, ma sicuramente alcune di queste spese (in un periodo di forte crisi) potrebbero essere ridotte. Nel 2010 l’Italia ha speso ben 27 miliardi, ai quali dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Non ipotizzo tagli per questo capitolo dello Stato… le cifre parlando da sole ed è inutile ipotizzare un risparmio che, per quanto mi riguarda, potrebbe anche essere del 50%.

Consolati italiani nel mondo Lo Stato Italiano spende per ambasciatore e funzionari italiani all’estero 1.7 miliardi all’anno. Da informazioni raccolte da un articolo presente su ItaliaChiamaItalia.it vi sono diplomatici che guadagnano anche più di alcuni capi di Stato. Ad esempio in Germania l’ambasciatore italiano guadagna 20 mila euro al mese contro i 9 della Merkel. Ponendo dei limiti di spese e benefits, immagino che almeno il 30% si possa risparmiare: su 1.7 miliardi sono circa 500 milioni di euro.

Finanziamenti ai giornali E’ facile reperire su Internet delle stime relative al costo che lo Stato sostiene per questo capitolo di spesa. Ciò che mi fa imbestialire è sicuramente la modalità con cui questi fondi vengono elargiti: il numero di tirature e di copie vendute di un quotidiano, determina anche l’ammontare della cifra complessiva destinata a coprirne le spese. Questa consequenzialità logica fa sì che i quotidiani stampino in maniera spesso indiscriminata – salvo poi regalare numerose copie a  scuole, alberghi, metropolitane – per raggiungere la soglia minima di vendite stabilite per poter poi usufruire dei fondi. Totale annuale: 156 milioni di euro. Sì, la cifra è reale!

Conclusione: se davvero si vuole risparmiare, si può fare. Con tagli intelligenti, però.

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