Spending review, sindacati dicono no a tagli statali e sanità

I sindacati fanno muro contro le ipotesi di nuovi tagli al pubblico impiego e alla sanita’ con la spending review del Governo Monti: oggi il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha affermato che sarebbero ‘inaccettabili’ nuovi interventi che peggiorino le condizioni dei dipendenti pubblici, ma anche ‘insopportabili’ nuovi tagli alla sanita’: molti tagli sono stati già fatti, e già cosí ci sono "situazioni in cui non ce la si fa a garantire le prestazioni essenziali". Domani i lavoratori pubblici si mobiliteranno per due ore con assemblee, mentre e’ probabile che il Governo convochi i sindacati sulla spending review dopo il Consiglio europeo (e’ saltata l’ipotesi di mercoledi’ 27) ed e’ probabile che la riunione con il presidente del Consiglio Mario Monti sia il 2 luglio.

Cgil, Cisl e Uil ritengono che interventi di correzione siano possibili solo sulle modalita’ di acquisto dei beni e servizi della pubblica amministrazione e sul materiale sanitario ma che nessun nuovo taglio sia operabile ne’ sul pubblico impiego (che ha gia’ subito con le scorse manovre il blocco della contrattazione e quindi delle retribuzioni fino al 2015) ne’ alla sanita’ perche’ questo metterebbe a rischio le prestazioni essenziali. Ma e’ difficile che l’operazione risparmio del Governo non tocchi le due aree che, assieme alla previdenza (area gia’ affrontata con la riforma Fornero nel decreto Salva Italia), rappresentano l’impegno di spesa piu’ consistente. Il timore dei sindacati e’ quello di un ulteriore blocco degli stipendi rispetto all’inflazione, ma soprattutto di una sforbiciata all’occupazione con l’utilizzo della norma sulla mobilita’ oltre che con la stretta sul turn over (gia’ previsto al 20% rispetto al numero delle uscite dal lavoro).

‘Siamo passati – ha detto Camusso – dall’idea che poteva essere interessante di intervenire sulle modalità di acquisto dei beni e servizi della Pubblica Amministrazione al solito schema che trova le risorse colpendo i lavoratori pubblici. E’ inaccettabile. Non c’‚ nessun segno di equità in questo. Una cosa – ha aggiunto a proposito della sanita’ – è intervenire sugli acquisti mentre diventa insopportabile che la spending review si traduca in tagli lineari alle risorse sanitarie’.

Sulla spending review – ha detto il numero uno Cisl, Raffaele Bonanni – "aspettiamo che Monti si decida a convocarci per evitare questa situazione incresciosa e irresponsabile’. ‘O una spending review e’ vera e seria – ha detto il leader Uil, Luigi Angeletti in un intervista a QN – o non ci resterà che lo sciopero generale’. Questo, ha detto, e’ ‘un governo che finora è riuscito solo a prendersela con lavoratori, pensionati e a picchiare duro con le tasse’. La spending review è forse ‘l’ultima occasione per correggere una politica economica totalmente sbagliata".

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