Spending review, Regioni ed Enti locali sul piede di guerra

Mentre in Senato parte lo sprint sulla spending review, Regioni ed Enti locali sono sul piede di guerra per i tagli previsti dal decreto: 900 milioni per la sanita’ quest’anno, 1,8 miliardi il prossimo e 2 miliardi nel 2014 che vanno a sommarsi a 700 milioni di tagli per le Regioni a statuto ordinario per quest’anno, 1 miliardo per il 2013 e un altro miliardo per il 2014. Le Province perdono 500 milioni quest’anno, 1 miliardo nel 2013 e un altro miliardo nel 2014; i comuni 500 milioni quest’anno, 2 miliardi il prossimo e altrettanti nel 2014; le Regioni a statuto speciale vedranno un taglio di 600 milioni quest’anno, 1,2 miliardi il prossimo, 1,5 nel 2014. Con le autonomie del Nord (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) che non escludono la possibilita’ dei ricorsi alla Corte Costituzionale.

Intanto sulle partite importanti che sono la sanità, il trasporto pubblico locale e le società pubbliche ‘in house’, che fanno capo agli enti locali, sono ripartiti una serie di incontri tra tecnici e politici delle singole Regioni con tecnici del ministero dell’Economia, che proseguiranno fino a martedì. Mercoledí o giovedi’ potrebbe esserci una ‘sintesi politica’ tra una delegazione della Conferenza delle Regioni e il commissario per la revisione della spesa dello Stato, Enrico Bondi o con lo stesso premier Monti. Intanto oggi l’incontro tecnico sulla spending review della presidente della Regione Lazio Renata Polverini al ministero dell’Economia, sulle società ‘in house’, "non è andato bene’: a riferirlo e’ stata la stessa governatrice. "Siamo sicuri che si voglia privatizzare tutto? Siamo proprio certi che le società in house finiranno in mani migliori di quelle degli amministratori pubblici eletti dal popolo?", si e’ chiesta. Soddisfatta invece la vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, per gli esiti dell’incontro con commissario Bondi sulla sanita’.

I presidenti dei Consigli regionali, che oggi si sono riuniti a Perugia per la loro assemblea plenaria, in un ordine del giorno hanno evidenziato ‘con motivato allarme, come per la sanità – che occupa circa il 6,7% del PIL nazionale – nel triennio 2010-2011-2012 sia stato già effettuato un taglio complessivo di 21 miliardi di euro, che va a sommarsi al taglio ulteriore per il 2012-2013 di circa un miliardo di euro mettendo cosí in discussione le stesse finalità ed i principi fondamentali del servizio sanitario nazionale’. Per questi motivi, secondo i presidenti delle assemblee legislative, ‘è indispensabile mantenere gli impegni già assunti con le Regioni e riprogrammare il Patto per la salute’, cosi’ come bisogna accelerare ‘per il superamento della spesa storica con il passaggio alla determinazione dei fabbisogni e dei costi standard quale unica innovativa ed efficace politica di risparmio ed a riprendere cosí il percorso di attuazione del federalismo fiscale’.

E mentre i sindaci hanno lanciato per il 24 luglio una manifestazione davanti il Senato con tanto di gonfaloni e fasce tricolori, per protestare contro la spending review, il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Giuseppe Castiglione, lancia l’allarme. ‘I parametri scelti dal Governo per definire i ‘consumi intermedi’ sono sbagliati – spiega – non si taglia la spesa improduttiva, si tagliano i servizi". E porta l’esempio della Provincia di Genova, dove il decreto sulla spending review taglierà 22 milioni e dunque la quasi totalità dei finanziamenti necessari per gli acquisti di beni e servizi della Provincia che si riferiscono a manutenzione degli istituti scolastici, manutenzione delle strade provinciali, sgombero neve, taglio erba, segnaletica, carburante per i mezzi meccanici, Centri per l’Impiego, manutenzione immobili adibiti a uffici, utenze di energia elettrica, gas, acqua, telefono, ecc. Intanto si susseguono le adesioni dei sindaci alla manifestazione promossa dall’Anci per il 24 luglio. "Deve esserci ancora un margine per trattare, altrimenti il Governo ci prende in giro’, sintetizza il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola. E contro la spending review si schiera anche l’ Organismo unitario dell’avvocatura italiani (Oua) il quale annuncia che aderirà alla manifestazione dei sindaci del 24 luglio e annuncia in piu’ uno sciopero degli avvocati a settembre.

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