Spending review, primo sì del Senato su P.A.

Primo si’ per il decreto sulla spending review, con tanto di scivolone. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato hanno infatti approvato il provvedimento, mandando ‘sotto’ il governo che si era espresso contro un emendamento, che e’ stato invece approvato. Un emendamento che allarga il campo della revisione della spesa pubblica. Ed e’ stata approvata anche la norma che prevede la certificazione dei debiti della P.A. compresi quelli delle Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit sanitario.

Nel giorno in cui alcuni ministeri dovevano consegnare i propri programmi di revisione della spesa, il governo ha intanto incassato il si’ delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato. Il testo sara’ in aula martedì. Ma l’esecutivo e’ stato anche battuto su un emendamento del Pd su cui il sottosegretario Gianfranco Polillo si era espresso negativamente. La norma inserita allarga i compiti del governo, che entro il 30 luglio dovra’ presentare un programma sulla revisione di tutta la spesa pubblica, e non solo sul capitolo dell’acquisto di beni e servizi, come prevedeva il decreto. In realta’ e’ stata semplicemente riesumata una norma inserita nella manovra Tremonti dello scorso agosto, sempre su proposta del Pd, che pero’ non era stata mai applicata ne’ dal governo Berlusconi ne’, almeno finora, da quello Monti. Inoltre si stabilisce che il governo in autunno dovra’ presentare dei disegni di legge collegati alla Finanziaria per attuare il programma di revisione complessiva della spesa.

Tra le iniziative da intraprendere ci saranno, per esempio, l’integrazione delle agenzie fiscali; la razionalizzazione delle strutture periferiche dello Stato e la loro concentrazione in un ufficio unitario a livello provinciale; il coordinamento delle attività delle forze dell’ordine; la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria; l’ individuazione di eventuali criticità nell’erogazione dei servizi pubblici; e cosi’ via. Si tratta di cose non sgradite al governo, anzi, ma che non erano state inserite nel decreto incentrato sulla nomina del Commissario Enrico Bondi e sui suoi poteri.

L’altra novita’ e’ l’approvazione di un emendamento dei relatori, Francesco Sanna (Pd) e Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) che prevede la certificazione dei debiti delle Amministrazioni Pubbliche, comprese quelli delle Regioni che sono sottoposte al piano di rientro dall’extra-deficit sanitario. Regioni inizialmente escluse dai decreti ministeriali che il governo stava per varare. Il presidente del Senato Renato Schifani ha ringraziato i ministri Passera e Grilli per la ‘sensibilita” dimostrata, dando il placet a questa norma che, ha detto, evita ‘una beffa’ agli imprenditori che sono gia’ penalizzati per il ‘tardivo pagamento’ dei loro crediti e che sarebebro stati esclusi dalla possibilita’ di cedere i loro crediti alle banche.. Il presidente della Federazione della Asl e degli Ospedali (Fiaso), Giovanni Monchiero, ha sottolineato che cosi’ si sbloccano 20 miliardi di debiti verso le aziende fornitrici. Una vera ‘boccata di ossigeno’ come l’ha definita il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini.

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