Spending review, ipotesi taglio di 7,2 miliardi agli enti locali

 

Sarebbero 7,2 i miliardi di euro che, secondo le ultime indiscrezioni, il decreto del Governo sulla spending review prevede per Regioni, Province e Comuni: 3,2 miliardi a carico delle Regioni e il resto per gli enti locali.

 

Tagli "Inaccettabili" per il presidente dell’Unione province italiane, Giuseppe Castiglione. Per le Regioni a statuto ordinario, sarebbe previsto un taglio di 700 milioni di euro per il 2012 e di un miliardo per il 2013. Per quanto riguarda le Regioni a statuto speciale, i tagli sarebbero di 500 milioni per il 2012, di 1 miliardo per il 2013 e di un miliardo e mezzo per il 2014. Per le Province, il taglio ai trasferimento sarebbe di 500 milioni di euro per il 2012 e di un miliardo per il 2013.

Infine, per i Comuni sarebbero previsti tagli per 500 milioni di euro per il 2012 e di due miliardi per il 2013. "Come si fa a dire che 7,2 miliardi di tagli a Regioni, Province e Comuni, non sono una manovra? Altro che spending review, ancora una volta si sceglie la via di fare pagare ai cittadini e agli Enti locali il conto della crisi" ha commentato Castiglione, che ha annunciato per domani una riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi in cui decidere le iniziative da mettere in campo contro i tagli. Anche se, sottolinea l’Upi, si sta parlando sulla base di indiscrezioni, perche’ il decreto, lamentano, e’ ancora sconosciuto.

"Che almeno il Governo sappia che, se vuole procedere sulla strada dei tagli per togliere alle Province ogni risorsa, a settembre non riapriremo le scuole" sottolinea dal canto suo il vice presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando le indiscrezioni sulla spending review. "Le Province – aggiunge Saitta – non avranno i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti gia’ dai prossimi mesi. Il Governo vuole costringerci a mandare in mobilita’ i nostri dipendenti?".

Quanto all’Anci, il presidente Graziano Delrio dal sito dell’associazione dei Comuni ribadisce il giudizio negativo sulla spending review, soprattutto sul metodo: "il governo non ci ha fornito dati sulla spesa per il nostro comparto. Per realizzare una buona operazione ci voleva un’alleanza piú forte e trasparente con i Comuni, al di là dei principi che condividiamo. Non dandoci i numeri definitivi sull’entità dei ‘tagli’, il governo si assume la responsabilità di fare anche interventi di riduzione che magari non sono giusti". E infatti "i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali" aggiunge Delrio.

VIA ALMENO 280 UFFICI GIUDIZIARI Le cifre sono ancora ‘ballerine’; ma anche nell’ipotesi piu’ al ribasso, contenuta nella bozza del ministero della Giustizia sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, dovrebbero essere almeno 280 gli uffici giudiziari destinati alla chiusura o all’accorpamento. Se sembra ormai certa la cancellazione delle 220 sezione distaccate, in bilico resta ancora il numero dei tribunali destinati a essere tagliati. Nell’ipotesi piu’ drastica questa sorte toccherebbe a 36 uffici giudicanti e 37 procure; in quella intermedia a 32, 30 invece in quella minima.

Estensione territoriale, bacino di utenza, carichi di lavoro, organici dei magistrati e l’impatto che ha sulle singole realta’ la criminalita’ organizzata: questi i criteri di cui si sta tenendo conto per definire nel dettaglio la sforbiciata. Mentre resta valida la regola del 3, quella cioe’ di conservare tre tribunali per ogni distretto di Corte d’appello.

Per quanto riguarda invece le procure, sembra dunque scongiurato il timore dei magistrati della creazione di uffici requirenti con competenze su piu’ tribunali. Ci sarebbe infatti una sola eccezione a questa scelta che riguarderebbe Napoli. 

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