Spending review, corsa patto Salute: 2 settimane di tempo

Se il Patto per la salute verra’ siglato entro il 30 luglio, potra’ essere lo ‘snodo’ per rimodulare gli interventi di taglio al settore della Sanita’ 2013-14 previsti dal decreto Spending review, ma a saldo invariato. Mentre il decreto approda al Senato, il ministro della Salute Renato Balduzzi ‘apre’ alle regioni, che dal canto loro sottolineano i tempi stretti e la difficolta’ dei temi sul tavolo.

Il punto, afferma l’assessore alla Sanita’ del Veneto e coordinatore degli assessori regionali alla Sanita’, Luca Coletto, ‘e’ che i tagli non si rimodulano; i tagli, ovviamente, rimangono. La rimodulazione sta solo nel fatto che si decide dove collocarli. Questo vuol dire – rimarca – che in realta’ per le Regioni cambia ben poco’. Ad ogni modo, precisa Coletto, ‘l’apertura del ministro e’ apprezzabile perche’, quanto meno, si concorda sul dove localizzare i tagli previsti’.

Cio’ detto, resta il problema di come distribuite i tagli alla spesa e, soprattutto, secondo quali criteri. Per le Regioni, il criterio non puo’ essere quello ‘orizzontale’ (tagli uguali per tutti), ma va ricercata, afferma Coletto, ‘una forma di perequazione e di equilibrio’. Le cifre in gioco sono chiare: ‘Da Tremonti a Monti, complessivamente – chiarisce l’assessore – calcoliamo 12,2 mld di tagli per la sanita’, dei quali 7,5 sono quelli gia’ previsti nel Patto per la salute 2013-2015 da concludere’. Se questo e’ il quadro, la prima richiesta, afferma Coletto, ‘e’ che nell’ambito del Patto si adotti un criterio premiale: le regioni virtuose, quelle che hanno cioe’ gia’ attuato una razionalizzazione, vanno in qualche modo tutelate, perche’ oltre il fondo del barile non si puo’ scavare’. Ma il Patto per la salute – ovvero l’accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema – potrebbe comunque rappresentare uno snodo, sia pure parziale. In che modo? Inserendovi, e’ la proposta di Coletto, ‘criteri e costi standard, che andrebbero pero’ condivisi’.

Insomma, la questione e’ aperta, anche se il termine del 30 luglio, commenta Coletto, ‘e’ un po’ ‘tirato’, e la necessita’ e’ di arrivare comunque a soluzioni condivise’. Di certo c’e’ che quello del Patto per la salute resta un iter travagliato, che ha gia’ registrato un rinvio: la manovra estiva dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva infatti fissato il termine per la sigla al 30 aprile 2012, termine poi pero’ slittato al 31 ottobre al fine di avere piu’ chiara la situazione finanziaria e le prospettive fino al 2015. Ora l’anticipo del termine al 30 luglio, come prevede il decreto Spending review al capitolo sanita’. Ma la partita e’ certamente complessa e gli esiti sono tutt’altro che scontati.

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