Spending review, atteso dossier Bondi. Intanto si lavora per la crescita

Ultimi incontri e limature e la spending review, almeno nella prima parte di valutazioni, dovrebbe vedere la luce la prossima settimana. Il decreto che ne stabilisce tempi e modalita’ (ora all’esame del Senato) prevede infatti che entro fine mese i singoli dicasteri elaborino un proprio piano di tagli per dar modo al commissario Enrico Bondi di intervenire. Bondi che il premier, Mario Monti, ieri ha definito il ‘microscopio e il bisturi’ che l’esecutivo usa per ‘sforbiaciare’ le spese. In tutto almeno 4,2 miliardi da reperire rapidamente entro l’anno anche per evitare l’aumento dell’Iva ad ottobre. E proprio questo sempre Monti ieri a domanda specifica rispondeva: ‘non sono in grado di dire che non porteremo l’Iva al 23 per cento ad ottobre. Lo abbiamo dovuto decidere per rendere credibile l’impegno ad azzerare il disavanzo nel 2013. Non vendo promesse. Anche se c’e’ ancora la speranza di evitare l’aumento’.

Ma le attese sulla revisione della spesa pubblica vanno ben oltre: molte le sollecitazioni a reperire piu’ risorse, non solo per evitare l’aumento della pressione fiscale, ma anche per dare nuovo ossigeno all’economia favorendo la crescita. Obiettivo, quello della crescita, peraltro messo dal Governo al primo punto dell’agenda. Sia sul fronte interno sul quale continuano gli interventi, sia su quello europeo con il tentativo di ‘allentare’ l’eccesso di rigore sui bilanci. Ma l’impegno e’ ormai preso e l’azzeramento del deficit (o quasi, si parla di un ‘close to balance’ dello 0,5% nel 2013) ci dovra’ essere l’anno prossimo anche se c’e’ da tener conto dell’evoluzione della situazione greca che potrebbe modificare, e non poco, gli scenari.

La situazione italiana, come noto, non e’ semplice con una seconda recessione da affrontare in pochi anni. E oggi una conferma arriva anche dall’Ocse: il Pil dell’Italia nel primo trimestre e’ il peggiore tra i 7 Paesi piu’ industrializzati del G7, e al di sotto della media sia dell’eurozona sia dell’Unione Europea. E Bruxelles continua a premere, tra l’altro proprio sulla spesa e la crescita: nella pagella all’Italia che sara’ diffusa mercoledi’ prossimo (e anticipata dalla stampa) Bruxelles chiedera’ al Belpaese di effettuare spending review con regolarita’ e dare priorita’ alla spesa che sostenga la crescita. Una spesa, quella per investimenti, che si vorrebbe togliere dal computo dei parametri Ue.

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