Spagna, scure tagli su sanità: fiore all’occhiello del Paese

La scure dei tagli in nome della crisi cadrà dal primo di luglio sul fiore all’occhiello dell’amministrazione spagnola: il sistema nazionale sanitario. Anche se alcune comunità autonome hanno annunciato che non applicheranno la riforma, il ministro per la Salute, Ana Mato, spera di risparmiare 440 milioni di euro. Con una manovra che dal primo luglio vedra’ i pensionati – fino ad ora esenti – pagare un ticket in base al reddito, alcuni medicinali finora gratuiti diventare a pagamento e ridursi la platea degli aventi diritto.

La sanita’ spagnola e’ stata finora considerata nel paese un motivo di orgoglio, apprezzata – secondo le inchieste ufficiali – da 7 spagnoli su 10. Grazie ad un sistema efficiente, di qualità e, soprattutto, che finora ha offerto copertura a chiunque si trovi in territorio iberico, come sancisce la Costituzione. Un sistema ‘amato’ perció anche all’ estero con 700.000 turisti che ogni anno approfittano – secondo i dati del Ministero – dei bassi costi degli interventi chirurgici nelle stanze degli ospedali iberici: una sorta di ‘turismo sanitario’ con un costo stimato in circa 970 milioni di euro per le casse statali. Fino ad ora il sistema sanitario spagnolo e’ riuscito a tenere, garantendo che la popolazione attiva pagasse solo il 40% di tutti i medicinali e dai 65 anni ne avesse accesso gratuito. Ma proprio dai pensionati comincia il taglio, dato che dal primo luglio dovranno pagare un ticket mensile in base al reddito. E si restringe anche il cerchio degli aventi diritto: lo perderanno, ad esempio, gli immigrati non in regola.

"La riforma si accanisce sui pi£ poveri", denuncia cosi’ il principale sindacato spagnolo, le Comision Obreras (Ccoo). Al risparmio contribuiranno per¢ tutti i cittadini. Con la riforma 456 medicinali per malattie comuni non avranno pi£ nessun tipo di finanziamento pubblico. Sul cammino della messa in moto delle riforma c’è pero’ l’ ostacolo delle comunità autonome, con amplio controllo sul sistema sanitario. I Paesi Baschi hanno promulgato un decreto proprio che annulla tutte le novità introdotte dalla riforma, oltre a presentare una denuncia di incostituzionalità, come far  anche l’ Andalusia. Il suo governo ha assicurato inoltre che applicherà la riforma senza farla pesare sui pensionati. Catalogna e le Asturie sono invece in forse, anche se hanno assicurato che non applicheranno la riforma senza aver prima valutato possibili alternative.

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