Siria, tutte le donne degli Assad in lista nera Ue

I nomi delle tre donne piu’ influenti del regime degli al Assad, la famiglia al potere in Siria da piu’ di 40 anni, sono in cima alla lista di un nuovo pacchetto di sanzioni decise oggi dall’Unione Europea per premere contro le autorita’ siriane affinche’ pongano fine alla repressione, mentre nell’ennesimo venerdi’ di protesta, ribattezzato dagli attivisti ‘Damasco, arriviamo!’, fonti anti-regime documentano l’uccisione di oltre 30 persone. Le nuove sanzioni ‘aumentano la pressione – ha commentato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi – e dimostrano che la Ue e’ determinata a fare cessare le violenze e a perseguire una soluzione politica’.

Se Asma al Assad, l’attuale first lady, e’ da anni al centro delle cronache mondane e da mesi descritta da piu’ parti come la ‘Maria Antonietta siriana’, la madre del presidente Bashar al Assad e moglie del defunto rais Hafez, Anisa Makhluf, e’ un personaggio nell’ombra da decenni. Ma e’ pure considerata una delle donne piu’ influenti della famiglia al potere. Grazie al matrimonio celebrato nei anni ’60 tra Assad padre e Anisa Makhluf, i due clan alawiti (minoranza sciita) della regione montagnosa a est di Latakia scalarono da allora i vertici della piramide politico-economica della Siria baathista. Rami Makhluf, coetaneo del presidente Bashar e nipote di Anisa Makhluf, e’ oggi uno degli uomini piu’ ricchi del Paese ed e’ considerato il ‘banchiere del regime’.

Asma al Assad e’ si’ nata a Londra e ha passaporto britannico (le sanzioni europee non possono impedirle di tornare in Gran Bretagna) ma e’ anch’essa frutto dell’unione di due importanti famiglie, questa volta sunnite e di Homs: gli al Akhrass e gli Utri. Naji al Utri, zio della first lady, e’ stato il piu’ longevo premier dell’era di Bashar al Assad, dal 2003 all’anno scorso, mentre Tarif al Akhras, altro zio della moglie del rais e influente imprenditore, e’ stato gia’ colpito da un precedente pacchetto di sanzioni Ue.

Le altre due donne della famiglia al potere il cui nome comparira’ nella Gazzetta ufficiale europea domani, giorno in cui entrera’ in vigore questa 13/ma tranche di misure restrittive di Bruxelles, sono: Bushra al Assad, sorella maggiore del rais e moglie di Assef Shawkat, alawita, per anni potente capo dei servizi di sicurezza militari; e Manal Jaadan, moglie sunnita di Maher al Assad, fratello minore del presidente e capo di fatto della 4/a divisione dell’esercito, il reparto delle forze armate considerato piu’ fedele al regime e per questo impiegato in marzo per riprendere il controllo di alcune zone di Homs.

Con le nuove sanzioni, la Ue ha in tutto preso misure restrittive contro 126 individui e 41 entita’ siriane legate al clan familiare degli Assad. Oltre ai quattro familiari, le sanzioni Ue hanno colpito il ministro dell’elettricita’ e il ministro dell’amministrazione locale, cinque sottosegretari e un imprenditore. Le nuove misure riguardano anche due societa’, ma la lista completa e dettagliata sara’ resa nota solo domani.

Nel nuovo venerdi’ di protesta, i Comitati di coordinamento locali hanno documentato l’uccisione di 32 persone, per lo piu’ nella stessa a Homs e in altre regioni del Paese. Manifestazioni di protesta, pacifiche e in certi casi protette da milizie di resistenti armati, si sono svolte nelle principali roccaforti del dissenso, compresi alcuni quartieri di Aleppo e Damasco.

Notizie non verificabili sul terreno fornite dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) riferiscono di scontri armati a nord di Aleppo tra miliziani dell’Esercito libero (Esl) e forze governative. L’agenzia ufficiale Sana dal canto suo parla di scontri tra forze dell’ordine e terroristi nella regione settentrionale di Idlib.

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