Siria, Bombe su città vicine a Homs: numerosi i morti

Beirut, 17 feb. (TMNews) - Ancora bombe su Homs mentre l'Assemblea generale dell'Onu ha adottato a schiacciante maggioranza una risoluzione di condanna della repressione in corso da 11 mesi in Siria, costata la vita a oltre 6.000 persone. Il voto è stato espresso solo 12 giorni dopo il veto posto da Russia e Cina a un documento simile discusso in Consiglio di sicurezza dell'Onu. Approvata con 137 voti a favore e 12 contrari (su 193 Stati membri), la risoluzione chiede al presidente Bashar al Assad di cessare gli attacchi contro i civili, di riportare l'esercito nelle caserme e di collaborare con la Lega araba per garantire una transizione democratica, mentre sollecita l'Onu a nominare un inviato speciale per la Siria. I voti contrari alla risoluzione sono arrivati, tra gli altri, da Cina, Russia, Iran, Cuna, Corea del Nord e Venezuela. La risoluzione ha un valore soprattutto simbolico, essendo l'Assemblea generale un organo consultivo. Tuttavia, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha "salutato il messaggio tanto atteso" e ha invitato "le autorità siriane ad ascoltare l'appello della comunità internazionale e la voce del popolo siriano". Intanto gli Stati Uniti hanno accusato Teheran di sostenere al Qaida e di esportare "pratiche barbare" di violazioni di diritti dell'uomo in Siria. Il ministero dell'Intelligence e della Sicurezza iraniano "viola i diritti dell'uomo fondamentali dei cittadini iraniani ed esporta le sue pratiche barbare per sostenere l'odiosa repressione del regime siriano contro la sua popolazione", ha scritto il dipartimento del Tesoro in un comunicato in cui annuncia sanzioni senza effetto contro questo dicastero. Il Tesoro ha accusato il ministero iraniano anche di offrire il suo "sostegno a gruppi terroristici, tra cui Al Qaida, Al Qaida in Iraq, Hezbollah e Hamas". Anche il numero uno dell'intelligence nazionale Usa, James Clapper, ha dichiarato ieri davanti al Senato che il duplice attentato con autobomba del 10 febbraio scorso in Siria è stato messo a segno, con molta probabilità, dal ramo iracheno di Al Qaida.

La Croce Rossa Internazionale sta distribuendo aiuti nei dintorni di Bab Amro, il quartiere ribelle della martoriata citta’ siriana di Homs, ma per ora continua a non avere accesso al cuore della roccaforte anti-Assad, ormai di nuovo in mano ai soldati del regime. ‘Abbiamo avuto il permesso – ha spiegato un responsabile a Damasco – ma ancora non abbiamo potuto muoverci dalle periferie … E siamo veramente molto preoccupati per la popolazione civile’.

Intanto le truppe di Bashar el Assad hanno ampliato il loro raggio d’azione, bombardando due localita’ a poche decine di chilometri da Homs, Qseir (a sud) e Rastane (a nord): il bilancio provvisorio parla di numerosi morti tra cui, nella seconda localita’, sei membri di una stessa famiglia che si trovavano riuniti in un edificio colpito in pieno da un proiettile d’artiglieria. Davanti a una scuola di Aleppo, seconda citta’ della Siria situata piu’ a nord, e’ inoltre saltato in aria un ragazzino di 10 anni che aveva preso in mano un ordigno abbandonato in strada. Sempre ad Aleppo sono segnalati disordini anche nella zona universitaria dove le forze dell’ordine hanno usato i lacrimogeni per disperdere una manifestazione di studenti della facolta’ di Agraria.

La situazione piu’ problematica per la popolazione resta comunque quella di Homs e del distretto di Bab Amro, oltre che delle localita’ dei dintorni. A Qseir, tra l’altro, stanno transitando centinaia di civili che hanno abbandonato tutto e stanno cercando di raggiungere il Libano. Un responsabile dell’Unhcr (Alto commissariato Onu per i rifugiati) ha riferito che sono almeno duemila gli sfollati che si stanno dirigendo verso il confine o che l’hanno gia’ attraversato nelle ultime ore. ‘Ci aspettiamo che il loro numero aumenti’, ha aggiunto il funzionario.

La Croce Rossa Internazionale, in attesa di poter effettivamente entrare a Bab Amro, sta cercando di dare assistenza anche a questi profughi. Ma la preoccupazione maggiore resta quella per il martoriato quartiere di Homs dove fa molto freddo e dove, dopo settimane di assedio e bombardamenti d’artiglieria, scarseggiano cibo, carburante, medicine e attrezzature sanitarie.

Sul piano internazionale oggi si e’ fatta sentire la Cina, chiedendo nuovamente al governo e ai ribelli di porre fine alle violenze e di avviare colloqui. Ribadendo pero’ che non ci deve essere ‘nessuna interferenza nelle questioni interne siriane con il pretesto di interventi umanitari’.

E stamane nell’aeroporto parigino di Roissy sono arrivate le bare con i corpi della giornalista americana Marie Colvin e del fotografo francese Remi Ochlick, morti lo scorso 22 febbraio durante un bombardamento del quartiere di Bab Amro, a Homs.

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