Siria, Annan vede Assad: accordo per nuovo ‘approccio’

epa03139216 A handout picture released by Syrian Arab News Agency SANA, shows Syrian President Bashar Al-Assad (R) listening to UN Arab League envoy Kofi Annan (L) during their meeting, at Syrian presidential palace in Damascus, Syria, 10 March 2012. Annan arrives in Damascus on 10 March and is expected to call for talks between the government and the opposition in a bid to end the year-long violence. EPA/SANA HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Nuovo tentativo di Kofi Annan di fermare il massacro in Siria, ma questa volta coinvolgendo il primo sostenitore del regime, l’Iran. E’ quello che ha messo in atto oggi l’inviato dell’Onu, dapprima con un colloquio a Damasco con il presidente Bashar al Assad, con il quale ha detto di avere concordato un nuovo "approccio" che sara’ sottoposto all’opposizione armata, e poi volando direttamente a Teheran, che l’Occidente aveva voluto esclusa da una riunione del Gruppo d’Azione il 30 giugno a Ginevra.

Nell’attesa dei risultati dell’iniziativa, sul terreno non si fermano i combattimenti. Semmai, acquistano nuova drammaticita’, con scontri segnalati oggi dagli attivisti dell’opposizione anche nel quartiere degli Abbassidi a Damasco tra forze governative e ribelli. E con un bilancio di almeno 41 morti secondo i Comitati locali di coordinamento, che parlano anche incessanti bombardamenti sui quartieri di Khaldiya e Joret Sheyah a Homs, con le truppe del regime che sembrano apprestarsi a dare l’assalto all’area sotto il controllo dei ribelli.

Annan, alla sua terza missione a Damasco da quando e’ stato incaricato di cercare una soluzione alla crisi, ha detto di avere avuto con Assad un colloquio "franco e costruttivo". Il presidente siriano ha ribadito il suo impegno ad applicare il piano di pace in sei punti dello stesso Annan, il quale pero’ ha detto che esso deve essere "applicato in modo molto migliore". Niente di strano, dal momento che dall’entrata in vigore del cosiddetto ‘cessate il fuoco’, il 12 aprile scorso, l’Osservatorio per i diritti umani in Siria ha contato altri 6.000 morti, su un totale di oltre 17.000 dall’inizio della crisi, 16 mesi fa.

Sul tono "costruttivo" del negoziato si e’ detta d’accordo Damasco, affermando pero’ che la possibilita’ di trovare una soluzione politica "dipende in gran parte dalla cessazione delle forniture di armi e finanziamenti al terrorismo". Cio’ di cui Assad accusa Arabia Saudita, Qatar, Turchia e Usa. Ma da Mosca, dove si trovava per incontrare il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, Michel Kilo, esponente dell’opposizione interna siriana, ha accusato il regime di bloccare il dialogo. Secondo il quotidiano Al Watan, vicino al governo, Annan e Assad avrebbero parlato della composizione di quel governo di transizione di cui dovrebbero far parte esponenti del regime e dell’opposizione, auspicato nella riunione del Gruppo d’Azione, alla quale hanno partecipato i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna), la Ue, la Turchia e Paesi della Lega Araba.

Anche se gli occidentali premono per un’uscita di scena dello stesso Assad che Russia e Cina non appoggiano. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che occorre fare il massimo per trovare una soluzione politica pacifica, ma ha avuto anche un’uscita polemica verso l’Occidente, accusato di tentare di conservare la sua influenza attraverso le operazioni umanitarie e l’esportazione della "democrazia dei missili e delle bombe". Un segnale di cambiamento, tuttavia, potrebbe essere la decisione di Mosca di tenere in sospeso la consegna alla Siria degli aerei da addestramento Yak-130.

La Turchia, intanto, torna a parlare dell’abbattimento da parte della contraerea siriana di un suo jet militare, il 22 giugno scorso. "Faremo quello che i grandi Paesi fanno, quando lo faremo, lo vedrete", ha detto il capo di stato maggiore, generale Necdet Ozel, interrogato dal quotidiano Aksam sulla risposta che Ankara darà all’episodio. "Naturalmente non sarà come dare il via a una guerra", ha aggiunto Ozel, senza dare ulteriori chiarimenti.

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