Sindacati contro Renzi, risorse a chi ha già pagato

Le affermazioni del premier Matteo Renzi di ieri sugli interventi sul fisco e sui sindacati (se li avremo contro ce ne faremo una ragione) hanno ricompattato le organizzazioni dei lavoratori che hanno ribadito al Governo la loro richiesta di concentrare le risorse sulla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione. "Renzi mi e’ parso disattento – ha detto il segretario generale Cgil, Susanna Camusso – al fatto che c’e’ una parte del Paese che ha pagato un prezzo altissimo durante questa crisi, che ha piu’ volte cercato di invertire le politiche economiche proprio perche’ la crisi non continuasse a precipitare”, una parte di Paese che attende una svolta”. E ha ribadito, oltre alle richieste sul fisco, il no all’eventuale riduzione della coperta degli ammortizzatori sociali. ”Capisco che Renzi abbia una visione calcistica – ha detto ancora a proposito delle dichiarazioni su Irpef e Irap – ma il mondo non e’ fatto di derby. Il tema e’ a chi vuoi dare delle risposte".

Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni stigmatizza la modalita’ di comunicazione del presidente del Consiglio come ”sopra le righe” ma esprime anche preoccupazione per ”la ruggine oramai chiara che c’e’ tra lui e la Cgil perche’ non portera’ a nulla di buono, ne’ per il Governo, ne’ per il sindacato, ne’ per il Paese". Nel frattempo chiede a Renzi di rispettare il sindacato e su questo lancia un hashtag su twitter #Renzirispettisindacato e ricorda che i bilanci della Cisl sono on line dal 2002. La Uil quantifica in un aumento di 100 euro in busta paga la riduzione chiesta per l’Irpef per i redditi bassi da lavoro dipendente e avverte che una riduzione dell’Irap non sarebbe funzionale alla crescita del Paese.

”Se il Consiglio dei ministri di mercoledi’ varasse davvero questo provvedimento – afferma l’Esecutivo del sindacato – potremmo sostenere di essere sulla strada giusta. Viceversa, saremmo costretti a constatare la mancanza di coerenza con le proposte enunciate”.

Anche il numero uno della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, preso ad esempio dal premier come un sindacalista ”dal quale si impara sempre qualcosa” chiede al premier di pensare al da farsi per il Governo piu’ che alle dinamiche interne della Cgil. ”Sono anni che chiediamo un cambiamento – dice – e pensiamo che non ci sia piu’ tempo, lo sfidiamo sui contenuti. Non e’ il tempo delle minacce, e’ il tempo dei fatti. Nei prossimi cinque o sei mesi si decide il futuro". Resta scettica sulle possibilita’ di reale cambiamento del Governo Renzi la segretaria dei pensionati Cgil, Carla Cantone (che si schiero’ pubblicamente con Cuperlo durante le primarie del Pd) secondo la quale il premier ”va avanti in continuita’ con i governi passati. Ora il problema – dice – e’ chiedere a Renzi di fare tutto cio’ che ha promesso, se lo fara’ mi ricredero’ e faro’ il tifo per lui".