Simona Montaguti, ricercatrice in Antartide: “Vi racconto la mia vita al Polo Sud”

"E' stata un'esperienza intensa e fantastica come le altre. I momenti più belli a livello umano li ho trascorsi con il medico e l'informatico italiani e la glaciologa francese: con loro ho legato molto”

Dopo un anno di lavoro in Antartide come ricercatrice del Cnr, nella base italo-francese Concordia, l’ingegnere Simonetta Montaguti è tornata ieri nella sua Forlì. E racconta in una intervista al Resto del Carlino quella che è stata la sua terza missione al Polo Sud: “E’ stata un’esperienza intensa e fantastica come le altre. Mi sono occupata della parte meteo effettuando radiosondaggi e seguendo una stazione meteo vicina alla base; poi, tra le altre mansioni, ho effettuato misurazioni con un laser stratosferico che studia il buco nell’ozono. I momenti più belli a livello umano li ho trascorsi con il medico e l’informatico italiani e la glaciologa francese: con loro ho legato molto”.

Spiega poi che “abbiamo avuto vari problemi logistici con i generatori: nella base Concordia ce ne sono tre funzionanti per il riscaldamento ma all’inizio dell’inverno, un periodo in cui la base rimane isolata con temperature che arrivano fino a -80 gradi, ne abbiamo persi due. Per fortuna è riuscito ad arrivare un aereo di emergenza con i pezzi di ricambio sennò avremmo dovuto evacuare la base”. Ha mai pensato di abbandonare la missione? “Mai. Ho avuto momenti di sconforto ma mantenevo i contatti con i miei familiari via telefono, mail o su Skype”.