Silvio, si stava meglio quando si stava peggio? – di Cesare Lanza

Sarà proprio così? Chi sa di politica ha sempre le orecchie tese non solo ai rumors, ma anche agli spifferi e ai sussurri. Dilaga un concetto sintetizzabile così: “Renzi sta facendo cose peggiori e più gravi di quelle attribuite a Berlusconi. Si stava meglio quando si stava peggio”. Sappiamo bene che si tratta dell’eterna tentazione nostalgica italiana, lo slogan si affermò subito dopo la guerra, in relazione a ricordi nostalgici di Mussolini, nientedimeno.

In uno dei suoi sontuosi articoli, dove lo stile barocco appare culturalmente dominante e prevale sull’analisi politica, Salvatore Merlo oggi dà corpo e voce a questa nostalgia, non del tutto inattesa. Di Maio dice che per certi versi Renzi è peggio di Berlusconi, addirittura Travaglio afferma che Berlusconi era meglio di Matteo, Landini ricorda che Berlusconi con il sindacato almeno ci parlava, Santoro sostiene che neanche Berlusconi gli aveva chiuso le porte della Rai, e il dialogo, come sta facendo il regime renziano. È un crescendo rossiniano!

Beppe Grillo, virgolettato, dice che preferisce Berlusconi, almeno lui combatte per le sue aziende; Massimo D’Alema ricorda che la riforma costituzionale di Berlusconi era fatta meglio di quella di Renzi (per inciso, perfidamente annota Merlo, era la riforma che D’Alema affossò). “Eh però quando c’era Berlusconi…”, così viene citato perfino Ferdinando Imposimato.

Qual è il senso dell’articolo di Merlo? È racchiuso in un piccolo passo indietro, una rivelazione. Venerdì 29 gennaio 2016, Berlusconi entrò per la prima volta nella redazione de “Il Foglio”, dove si festeggiava il ventennale del giornale, e disse: “Non vi libererete di me. Sarò io l’argine a Beppe Grillo. I due Matteo si logoreranno e l’Italia mi riscoprirà”. E Merlo: “Berlusconi, come certi animali, forse possiede un istinto formidabile per i cambiamenti atmosferici della politica, o forse ha soltanto quella sfacciata e taumaturgica fortuna che allude a quella parte del corpo che mai si cita sulle colonne di un quotidiano serio, come il fattore c…”.

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