Silvio Berlusconi stoppa Mario Monti: la Rai non si tocca

Silvio Berlusconi stoppa Mario Monti: la Rai non si tocca, altrimenti non e’ piu’ scontato l’appoggio del Pdl. In via dell’Umilta’ e a palazzo Grazioli da alcuni giorni, viene spiegato, circolavano con una certa insistenza voci circa l’intenzione del governo di procedere al rinnovo dei vertici di viale Mazzini, in scadenza a fine marzo. Per non parlare dell’ipotesi, che molti nel Pdl davano come altamente probabile, che l’esecutivo avesse gia’ avviato un ragionamento sulla riforma della governance Rai. Il vertice tra Monti, Bersani, Casini e Alfano che si sarebbe dovuto tenere questa sera, per il Pdl, rischiava quindi di tramutarsi in "un’imboscata", afferma un ex ministro, con Alfano messo davanti a un prendere o lasciare, di fatto "costretto a subire una decisione gia’ presa". Gia’ ieri sera, riferiscono fonti di via dell’Umilta’, Berlusconi e il segretario si erano confrontati sulla questione in via del Plebiscito concordano sulla necessita’ di dare un segnale forte. Poi oggi la decisione che serviva forzare la mano e lanciare l’altola’ a Monti.

A preoccupare il Pdl anche i nomi dei possibili nuovi vertici Rai che gia’ circolavano: Rocco Sabelli, scelto nel 2008 da Banca Intesa per guidare la newco per il rilancio di Alitalia viene dato come nome su cui starebbe puntando Monti per il ruolo di direttore generale della Rai. In seconda battuta, Francesco Caio, ex amministratore delegato di Omnitel, Merloni e Motorola. 

Nella possibile rosa figurerebbe anche Claudio Cappon, che ha ricoperto quel ruolo gia’ due volte e che non dispiacerebbe al ministro Passera. Per la poltrona di presidente, riferiscono le stesse fonti pidielline, circolavano i nomi di Giulio Anselmi e di Piero Angela.

Giornata convulsa per governo e maggioranza: prima gli ‘attriti’ sul dl Semplificazioni, poi l’annuncio di Angelino Alfano che non partecipera’ al vertice con il premier e i leader di Pd e Udc, che costringe Monti a sconvocare l’incontro e rinviarlo alla prossima settimana. Infine, un colloquio ‘rubato’ dai giornalisti tra i ministri Riccardi e Severino innesca la miccia e la tensione tra il Pdl e l’esecutivo sale ad alti livelli. Dopo tre mesi di quasi idillio tra l’attuale presidente del Consiglio e l’ex premier, oggi si ‘incrina’ il rapporto e le distanze si fanno pesanti, tanto da far arrivare a dire ad alcuni ex ministri che "la collaborazione tra Monti e il Pdl e’ a un bivio e il Professore deve tenerne conto". Due i ‘nodi’ che rischiano di far crollare tutto, Rai e Giustizia.

Due temi considerati da sempre "altamente sensibili" per il Cavaliere e il partito di via dell’Umilta’. E sara’ una coincidenza, ma proprio alcune ore prima che Alfano annunciasse la netta presa di posizione, Monti aveva incontrato a palazzo Chigi il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.

Un incontro, riferiscono fonti parlamentari del Pdl, che non avrebbe ‘sortito’ gli effetti sperati, anche sul versante beauty contest. Ma a mettere in fibrillazione il Pdl fino a spingerlo a lanciare un messaggio chiaro di avvertimento a Monti e’ la questione Rai. Berlusconi e il partito temono che un riassetto dell’azienda di viale Mazzini in questo momento possa andare a svantaggio del Pdl e assicurare invece al Pd posizioni di potere. Sitauzione che, riferiscono fonti di via dell’Umilta’, se si verificasse avrebbe "inevitabili ripercussioni su Mediaset", gia’ fortemente provata, come ha detto pubblicamente in audizione Confalonieri, dalla crisi, con il rischio di dover procedere a pesanti tagli. Per il Cavaliere, e con lui e’ schierato l’intero partito, il governo non deve intervenire: i vertici attuali vanno prorogati. Spettera’ al prossimo esecutivo e al prossimo Parlamento mettere mano alla riforma della Rai e assegnare gli incarichi. Il Fofait dato da Berlusconi a Vespa rientrerebbe in questo schmea: tocca al segretario dettare la linea, nessuno deve ‘oscurarlo’. Per di piu’, dopo le polemiche degli ultimi giorni, l’ex premier ha voluto in ogni modo evitare nuovi possibili attriti, anche all’interno dello stesso pdl, dove non e’ un mistero che il malumore e’ sempre piu’ diffuso: Se sono troppo accondiscendente con Monti si arrabbia l’ala ex An – avrebbe confidato Berlusconi ad alcuni interlocutori riferendo di aver annullato la partecipazione a Porta a Porta – se non lo sono sconfesso Alfano, meglio che me ne stia zitto.

Monti, spiegano fonti ministeriali, preferisce non intervenire su questioni interne alla maggioranza e tutte politiche. Dopo il forfait annunciato da Alfano, il premier – riferiscono dal Pdl – ha sentito i tre segretari, Alfano in testa, e il colloquio sarebbe servito a rasserenare gli animi. Anche perche’, proseguono le stesse fonti, il governo avrebbe spiegato di non avere alcuna intenzione di intervenire su temi che riguardano il Parlamento e i partiti, sottolineando che e’ compito e dovere dei partiti lavorare a una riforma del servizio pubblico. Serve una riforma della governance della Rai, e’ la linea che ripete da settimane il premier Monti, con l’obiettivo di snellire il Cda e ridurre costi e spese. Ma non e’ materia di competenza del governo, la cui azione e’ concentrata sui temi economici. Ma le fibrillazioni tra governo e Pdl non sono passate inosservate al Colle dove, riferiscono fonti di via dell’Umilta’, si osserva con preoccupazione la tensione che rischia di frenare l’azione di risanamento dei conti e di rilancio della crescita a cui il governo sta lavorando.

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