Silvio Berlusconi prepara il suo ritorno alla grande – di Roberto Pepe

Il volpone Berlusconi è un grande politico: non ci sono santi che tengano. Tutti lo hanno definito un imprenditore, un uomo da soldi, un impresario che si è dato alla politica per gioco  e per agevolare le proprie aziende, ma  pochi esponenti, tra politici, giornalisti, studiosi, filosofi, economisti al di sopra delle beghe quotidiane, hanno compreso che, invece, è proprio un grande della politica italiana. L’unico suo problema, diciamocelo subito, è rappresentato dal fatto che a lui piace la bella “compagnia”: gli piace spassarsela allegramente assieme a bella gioventù, cantando, mangiando e … vivendo! Il contrario di quanto fa  comunemente un serio e rincoglionito homo politicus italicus, che deve stare tra professoroni parlando di Hegel, Hengel e Smith. Questa è l’atroce croce che il Cav si deve portare addosso.

Anche a me non piacciono quelli che raccontano sempre, in tutte le occasioni, le barzellette, ma preferisco questi, senz’altro, a quelli che stanno sempre a brontolare che non funziona niente, che siamo alla fine del mondo, che non è più come una volta, che non bisogna ridere o fare gli scherzi  alla gente, solo perché “loro” non capiscono le barzellette o perché considerano tutti quelli non provenienti dalla “loro stirpe” degli imbecilli.

Certo, farsi prendere in castagna, politicamente parlando, purtroppo è una grave colpa, più che commettere un misfatto vero e proprio ed il Cavaliere, per questo, sta pagando tutto molto caro! E su questo lo condanno, perché questa – della superficiale dabbenaggine –  è una gravissima colpa per un qualsiasi politico.

Berlusconi è riuscito a compattare un Partito da diversi movimenti. E’ riuscito a governare l’Italia per l’intera legislatura, ma nel momento di dover imporre delle pesantissime tasse sulla Nazione per questioni economiche dovute da problemi internazionali e venendo a mancare l’appoggio della Lega (da tempo l’eterno traditore Fini l’aveva abbandonato) ha compreso, sempre da profondo conoscitore della politica nostrana, che egli non ce l’avrebbe mai fatta, con l’opposizione già organizzata su comici da strada, comici in TV, ex pretori d’assalto, PM in servizio attivo tra magistratura e congressi comunisti, giornalisti italiani su media internazionali, … e così ha deciso di fare un passo di lato e far fare ed esimi professoroni e lacrimevoli ministri ciò che a se stesso sarebbe stato precluso solo per imbecille avversione alla propria persona… 

Possiamo affermare che quasi quasi Berlusconi si sia “sacrificato” per il bene dell’Italia. Si immagini solo cosa sarebbe successo se il Governo del Cav avesse osato proporre ciò che ha vomitato fuori la Fornero! Sarebbe scoppiata una rivoluzione sicura, tra grilli, Tav, no global e sindacati rossi della Camusso. L’aria sacerdotal-professorale di Monti (che, appunto, ha affermato di aver continuato la strategia economica berlusconiana) distante da quella del puttaniere godereccio di Silvio, all’estero è guardata con rispetto, ma è una figura distaccata, amorfa: una più propensa a recitare un rosario più che a cantare: “… S’annamo a divertì… Nannì, Nannì”.

Ma Silvio non è sparito, anzi, come abbiamo ripetuto più volte egli, ora, finalmente, sta preparando più comodamente da una posizione esterna, quella che sarà la vera Rivoluzione della vera “Seconda Repubblica Italiana”. Ci sarà una indispensabile rifondazione dello Stato con il Presidente operativo premier del governo. Berlusconi non è solo un buon politico, ma è un grande Statista e lo dimostrerà presto! E se Bossi, Casini e Rutelli hanno percepito l’affaire ci pensino su! C’è posto per tutti.

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