Silvio Berlusconi for president – di Roberto Pepe

Mentre tutti i commentatori “piùcchespertissimi” di cose politiche all’italiana lo davano per spacciato, finito, estromesso (Il Duce l’è spaccià, l’è spaccià definitivamente!…), in quanto svuotato ormai della forza prorompente che lo aveva caratterizzato, nel nostro piccolo-grande ItaliaChiamaItalia, “unici” nell’intero panorama mediatico, due giorni prima che il Cavaliere tirasse fuori dal cilindro la famosa proposta per una forma di  presidenzialismo in Italia, abbiamo osato proferire una battuta che nella stessa giornata fu subito surclassata da nuove notizie che ormai davano il centrodestra berlusconiano concluso nella sua vicenda italiana e cioè – avevamo previsto –  che a breve:  il Pirata Berlusca (abbiamo per l’occasione tirato fuori dal cassetto anche una vignetta del 2009) sarebbe tornato alla grande sul campo di battaglia, prospettando sicuramente un nuovo progetto da far riaprire il cuore e la mente  degli italiani per una fase interessantissima della vita nazionale.

I calcoli sono stati esatti! Il Cavaliere si è messo da parte al momento giusto, spiazzando già tutta l’opposizione, compresa soprattutto la Casta dei Comici imperanti; è rimasto fuori dalle beghe delle super tasse che inevitabilmente avrebbe dovuto imporre; ha assistito alla debacle clamorosa del suo antagonista Napoleon-Sarkozy ed ha visto ridimensionare la teutonica che ridacchiava degli italiani; ha lasciato sfogare i comici, pretori, giocolieri, giudici e ragazzini imberbi che si credono dei risanatori populisti, facendoli vincere in queste limitate piazze, con la procurata assenza del voto centrista moderato (anche questo previsto anzitempo da ItaliaChiamaItalia), cittadino frastornato che si è ben guardato dal dare il voto a certi tristi figuri. Poi ha sferrato l’attacco, il Cavaliere, ben calibrato, in quanto ha calcolato che a questo punto il 90% degli italiani, sfiduciati dai giochetti da cortile dell’antipolitica e delle caste politiche, vuole un Presidente all’americana, o alla francese, che decida e che sia sicuro di sedersi il giorno dopo sullo scranno governativo. Sicuramente sarà evocato fra qualche giorno quel tradimento clamoroso del peggior Presidente che l’Italia abbia avuto: quello che non ci stava quando lo incolparono di qualche bustarella, e che non volle far votare gli italiani quando cadde il governo.

Con la proposta Berlusconi, quantomeno, non torneremo ad essere come la Grecia, dove dopo un turno di elezioni non si riesce a fare un governo che governi! Forse, forse, il nostro Silvio ha pensato ancora alla grande e forse ancora più alla grande di quanto lo avessimo fatto noi: puntare alle presidenziali, ma non a quelle nostrane di primo cittadino super partes, a quelle effettivamente operative alla Obama o alla Sarkò!

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