Serracchiani, “da direzione Pd colpo mortale o opportunità”

“La direzione però può anche essere un'occasione decisiva di rilancio e di nuova coesione. A patto che si metta sinceramente al primo posto l'interesse del Pd”

Debora Serracchiani, deputata Pd, alla vigilia della riunione della Direzione nazionale del partito, in cui andrà decisa la linea rispetto all’ipotesi di iniziare un dialogo con il M5S in vista della formazione di un nuovo governo, su Facebook scrive: “La direzione di domani può essere il colpo mortale che una classe dirigente darà non solo al proprio partito, ma a una comunità di persone che credono sia bene per l’Italia avere un forte partito popolare e socialdemocratico”.

“La direzione però può anche essere un’occasione decisiva di rilancio e di nuova coesione. A patto che si metta sinceramente al primo posto l’interesse del Pd come partito al servizio del Paese, la sua coerenza politica e la comprensibilità delle sue scelte di fronte ai cittadini. Non sono più accettabili giochi sulla pelle del partito, strategie di secondo grado tutte interne e mirate a spartirsi un centinaio di posti in Parlamento, con l’illusione di guidare da lì un corpo del partito sempre più esile e sfiduciato”.

“Discutiamo sul serio, perché la richiesta di discutere ci viene dal Capo dello Stato, e poi rispondiamo con chiarezza, a testa alta e in modo che tutti capiscano. Il confronto con i 5S, a mio parere, sarebbe salutare: spazzerebbe il campo da ogni equivoco o strumentalizzazione. Abbiamo una linea politica e dei programmi con cui ci siamo presentati agli elettori, in netta alternativa al programma chewing gum dei 5S, e alle promesse dei pistoleri di destra. Ci sfidano al tavolo? andiamoci con orgoglio, con le nostre condizioni”.

Tra le altre cose, sottolinea: “Chi domani parteciperà alla direzione lo faccia pensando piuttosto alle facce vere, quelle che ha incontrato nei circoli o nelle feste, quelle viste ai seggi, dove il 4 marzo ci hanno votato pensando: se non cambiano è l’ultima volta”. Ricordiamoci che noi esistiamo perché ci sono loro, ma loro continuano a esistere anche senza di noi”.