Senza scuola dal 25 aprile al 4 maggio? Vacanze diseducative per i ragazzi

Beati gli studenti, ho sentito dire; beati anche gli insegnanti, aggiungerei. Mi chiedo: quando e come studiano, i nostri ragazzi? L’Italia deve ripartire da scuola e università

“Trovo affascinante che molta gente pianifichi le proprie vacanze con maggior cura di quanto facciano per la propria esistenza. Forse è perché evadere è più facile di cambiare”. (Jim Rohn, imprenditore statunitense)

“Odio le vacanze. Se è possibile costruire edifici, perché sedersi in spiaggia?”. (Philip Johnson, architetto americano)

“L’intelligenza cresce e porta frutti solo nella gioia. La gioia di imparare è indispensabile agli studi come la respirazione ai corridori”. (Simone Weil, filosofa francese)

“L’insegnante mediocre dice. Il buon insegnante spiega. L’insegnante superiore dimostra. Il grande insegnate ispira.”(William Arthur Ward, scrittore americano)

VACANZA A SCUOLA DAL 25 APRILE AL 4 MAGGIO?

Una cosa mi sembra certa: l’Italia non riuscirà a rilanciarsi fino a quando non saranno riedificate scuola e università. Ho letto una inquietante indiscrezione (forse è già notizia) sull’Huffington. Per la prossima festività del 1 maggio si medita nelle scuole un lungo ponte, dal 30 aprile al 4 del mese successivo. Ma, dal momento che tutto è peggiorabile, non si esclude che il super ponte possa partire dal 25 aprile.

BEATI GLI STUDENTI E GLI INSEGNANTI

Beati gli studenti, ho sentito dire; beati anche gli insegnanti, aggiungerei. Non conosco e non discuto le ragioni di insegnanti, presidi e neanche di quei docenti universitari, che ogni due per tre fanno sciopero, o mandano a pallino le lezioni, e gli esami, che invece dovrebbero gestire con rigorosa puntualità. Però mi chiedo: quando e come studiano, i nostri ragazzi?

VACANZE DISEDUCATIVE PER I RAGAZZI

Con questi eccessi, non li abituiamo forse a cullarsi nel Paese della vacanza perenne, del week end irrinunciabile, degli scioperi inutili e irrazionali? E come possiamo stupirci degli onorevoli, adulti, che hanno buttato un mese e mezzo (finora) per risolvere una crisi elettorale eloquente e leggibile fin dal primo minuto?

MODESTA PROPOSTA PER OPPORSI AGLI ECCESSI

Dipendesse da me, abolirei la metà delle festività nazionali e sanzionerei, in ogni settore, uno dei nostri più gravi difetti: la mancanza di puntualità. Congiunta, quasi sempre, all’arte subdola del rinvio, alla volontà nascosta di procrastinare le decisioni. In parole semplici: ignoranza del senso del dovere e mancanza di rispetto per la comunità.

ANCHE DOVERI, NON SOLO DIRITTI!

Non solo, i rinvii, i ritardi, le lentezze provocano anche la polverizzazione di milioni di preziose ore di lavoro. Dunque vogliamo anche ricordarla, qualche volta, l’etica del lavoro? A tempo perso magari, visto che ce n’è tanto s disposizione! Articolo uno: esistono anche i doveri, non solo i diritti.

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