Senza alleanza tra Forza Italia e Lega vince Renzi – di Antonio Gabriele Fucilone

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha annunciato che ad oggi non c’è nessuno accordo con Forza Italia. Da uomo di centrodestra, voglio un bene dell’anima a Matteo Salvini, come ne voglio a Silvio Berlusconi. Però, se Forza Italia e Lega Nord decidessero di non allearsi, la loro sconfitta sarebbe inevitabile. Matteo Renzi vincerebbe facile.  

Salvini dice: "Per me contano le idee". Ora, Salvini ha delle buone idee ma se non si è al governo queste idee non contano nulla. Giovanni Toti, consigliere di Forza Italia, dice che il partito non deve essere il rimorchio della Lega Nord. A Toti, io direi che se Forza Italia è oggi ridotta male, la colpa non è stata della Lega Nord ma è stata di chi ha fatto sì che il partito abbia avuto un atteggiamento ondivago nei confronti di Renzi, a volte appoggiando quest’ultimo senza condizioni e a volte facendogli un’opposizione senza costrutto. Gli elettori del centrodestra vogliono una coalizione che possa vincere. Forse, questa cosa è sfuggita alle dirigenze di quei due partiti.

Se non trovassero una coalizione in cui riconoscersi, gli elettori del centrodestra non andrebbero a votare e Renzi otterrebbe una vittoria con il 40% dei consensi, com’è accaduto alle elezioni europee del 2014. Da elettore di centrodestra, io non troverei allettante andare a votare, sapendo di non avere una coalizione di riferimento e sapendo che il risultato sarebbe già scontato, con una vittoria netta di Renzi. Anzi, io potrei decidere di non andare a votare. La stessa cosa sarebbe pensata anche dagli altri elettori di centrodestra.

La storia è questa. Gli elettori di sinistra votano sempre, a prescindere che la loro coalizione vada bene o male. Le dirigenze di Forza Italia, Lega Nord ed altri (come Fratelli d’Italia) mettano al centro gli elettori. Il punto che divide Forza Italia e Lega Nord è la questione del Nuovo Centrodestra. Ora, quel partito vive un dramma. Infatti, esso dice di essere un partito di centrodestra ma di fatto è la stampella del Partito Democratico. Nella sua dirigenza e nel suo elettorato ci sono malumori. A mio giudizio, bisognerebbe fare sì che il Nuovo Centrodestra si spaccasse e che una parte di esso tornasse nel centrodestra. I partiti (tutti) debbono abbandonare i loro egoismi interni, se non vogliono consegnare l’Italia a Renzi o (peggio) a Beppe Grillo. 

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