Se le parolacce nei mass media venissero vietate – di Leonardo Cecca

In Russia è in via di approvazione definitiva una legge per vietare le parolacce dai mass media, dai programmi radiotelevisivi e dagli spettacoli in genere: per i trasgressori sono previste multe che variano a seconda della loro categoria.  

Subito il pensiero mi è andato alla gran parte dei nostri politici, a certi conduttori televisivi, a personaggi "noti" per la loro miserevole satira, a tutta quella gente che, per dare un peso al vuoto che ha in testa e per rafforzare la ridicolaggine della loro espressione, usa le parolacce per darsi un "tono", con la ridicola convinzione di sentirsi chic e, perchè no, anche superiori.

Se non usano il turpiloquio costoro si sentono emarginati e frustrati e, diciamolo chiaro e tondo, ricorrono a tale deplorevole linguaggio per portare a casa la pagnotta.

Se si seguono le battute di "celebri" personaggi televisivi e le spurghiamo dal turpiloquio, viene da chiedersi se costoro, che credono di essere delle menti, non si rendano conto che non dicono nulla.

Possibile che ci debba essere gente che bovinamente ascolta certe battute, il turpiloquio da bassifondi e si mette anche a ridere supersoddisfatta, senza minimamente rendersi conto che tale linguaggio è diseducativo per i ragazzi? Come è possibile tollerare che il Parlamento, massimo organo della Democrazia, possa essere infettato da persone che, tronfie del titolo di "onorevole" e con il portafogli pieno, fanno sfoggio di un linguaggio tanto scadente?

Se si approvasse in Italia una legge del genere tutta questa gente, per sbarcare il lunario, sarebbe costretta a metter mano alla zappa, sempre che i bravi contadini, dopo aver loro raddrizzato la schiena ed insegnato un po’ di educazione a suon di randellate, vogliano permetterglielo.

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