Se la politica in tv non dice niente – di Andrea Verde

Vorrei dire un paio di cose che ho a cuore, sempre in maniera "politicamente scorretta" come piace a me, poiché odio ogni forma di conformismo. Io non condivido quasi nulla di cio’ che dice Grillo tranne una. Il disprezzo per i giornalisti italiani e l’invito ai suoi a non partecipare ai talk-show televisivi. Basterebbe leggere cio’ che Pansa ha scritto su questi signori che detengono il monopolio dell’informazione (anche se sarebbe meglio parlare di disinformazione), i Floris, i Santoro, i Lerner, i Formigli, Lilli Gruber, le Costamagna, ovvero i sultani rossi della televisione che invitano gli ospiti non per parlare delle cose che interessano gli italiani ma per guardarsi allo specchio. Gli ospiti sono invitati per fare le comparse. Alla fine della trasmissione lo spettatore non ricorda nulla di cio’ che é stato detto, le parole si perdono nel vento, anche perché di solito non parlano di niente!

L’Italia dei salotti televisivi é un’Italia surreale. C’é un presentatore (meglio se di sinistra perché fa chic) che invita alcuni ospiti; un politico di destra (di solito uno che suscita l’ilarità generale tipo Lupi, Gasparri o La Russa tanto per mostrare che a destra ci sono solo trogloditi), uno di sinistra (la sceriffa Rosy Bindi o il cupo Franceschini), uno di centro (Tabacci, o i pacioni brizzolati Casini e Rutelli che di solito non hanno niente da dire) e se proprio si vuole dare una nota di colore si chiama pure il leghista di turno (per fare alzare gli share per la comicità). Accanto a queste macchiette vengono chiamati gli "esperti" (quelli che parlano di tutto senza conoscere nulla) alla Paolo Mieli o alla Conchita De Gregorio o alla Sechi (giusto per par condicio e non certo perchè sia considerato esperto di alcunché). Davanti a questi mostri sacri dell’informazione (o della disinformazione a seconda dei punti di vista) il sultano rosso di turno cambia d’attitudine; non piu’ il sorrisino di scherno usato contro i politici, inevitabilmente interrotti dalla pubblicità, ma un’aria seria, riflessiva, adorante come se fossero davanti all’oracolo (vedi Lilli Gruber quando intervista Scalfari). Eppure questi "esperti" non hanno visto arrivare nulla; la crisi economica, la crisi delle banche, la crisi dell’Europa, la rabbia crescente degli italiani. Chiusi nelle loro redazioni con un grande specchio davanti, sono soliti parlarsi addosso e soprattutto parlare di cose che non interessano nessuno.

Qualche giornalista scrive cose demenziali pensando di essere spiritoso. Penso ad Aldo Cazzullo, uno che a forza di autocelebrarsi, un giorno o l’altro finirà per credere di essere un giornalista per davvero. Grillo ha detto che questi giornalisti sono dei pagliacci, e che non hanno piu’ alcuna presa sull’opinione pubblica. E stavolta Grillo ha ragione e merita un dieci e lode per il suo attacco alla stampa italiana, una delle piu’ indecenti al mondo!

Dimenticavo che per fare ancora piu’ chic nelle trasmissioni televisive, accanto ai politici, agli esperti, ai giornalisti non possono mancare due altre figure; il sindacalista incazzato alla Landini (tanto per dimostrare che i conduttori avranno si’ il portafoglio a destra, ma il cuore sempre e rigorosamente a sinistra!) e il politologo o la politologa di turno a cui fortunatamente il conduttore toglie rapidamente la parola temendo la fuga in massa degli spettatori. Il sondaggino e il cagnolino, pardon volevo dire il "comico addomesticato", completano l’opera.

A tutta questa gente indirizzo dal piu’ profondo del cuore il piu’ sentito dei vaffanculo! E non me ne voglia nessuno!

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