Se Casini guarda a sinistra – di Antonio Gabriele Fucilone

Più sento parlare Pier Ferdinando Casini e più mi domando se egli stia o meno in mezzo alla gente. Il leader dell’Unione di Centro ha affermato che Monti sta lavorando bene. Ma le famiglie non stanno bene. Anzi, soffrono. I pensionati vedono le pensioni ridotte, le aziende chiudono ed i giovani sono disoccupati. Inoltre, lo spread tra Btp e Bund tedeschi è elevato. Anche un bambino capirebbe che aumentare le tasse, senza fare delle serie riforme strutturali, altro non creerebbe che povertà. Effettivamente, così è stato fatto e così è avvenuto. Casini, invece, continua a difendere indefessamente ed acriticamente il governo Monti. Mi ricordo che lui, il suo partito ed il Partito Democratico chiedevano le dimissioni del presidente Berlusconi dal Governo come se questo risolvesse ogni problema. I dati li smentiscono.

Ora, Casini ha anche questa "voglia di sinistra". Infatti, egli ha parlato di un’alleanza tra moderati e progressisti. Prima di tutto, Casini dovrebbe spiegare cosa intenda definire con il termine "moderato". Se per "essere moderati" Casini intende definire la possibilità di schierarsi con il centrosinistra o con il centrodestra a seconda della convenienza, sappia che la maggioranza degli italiani non sarà "moderata". Anche questo modo di fare politica sta alimentando l’antipolitica. Personaggi come Beppe Grillo e soci hanno bisogno di Casini e di chi la pensa come lui, di chi fino a ieri si è sempre detto contro la sinistra e poi con questa stringe un’alleanza.

La prova di ciò sta nel fatto che Casini si sia mostrato disponibile anche ad allearsi con la sinistra estrema di Nichi Vendola. In pratica, si sta ricostituendo il vecchio centrosinistra, un centrosinistra simile a quello di Prodi che metteva insieme Mastella, Di Pietro, Vendola, i Radicali ed i post comunisti. Purtroppo, le esperienze con quella coalizione al governo non sono state buone. Nel 2013, gli italiani non dovranno dimenticare.

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