Scuola Italiana di Atene partecipa al XXIV Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani

Felici, nello scoprirsi capaci neo-attori, gli undici studenti della classe quinta primaria e prima media. Tra loro, anche Panayotis, figlio dell’On. Massimo Romagnoli

Esperienza riuscitissima quella della partecipazione della Scuola Italiana di Atene al XXIV FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO CLASSICO DEI GIOVANI svoltosi nell’antico Teatro greco di Acrai a Palazzolo Acreide (SR) il 05 Giugno 2018.

Felici, nello scoprirsi capaci neo-attori, gli undici studenti della classe quinta primaria e prima media: Amanda Athanassiou, Anita Augello, Rebecca Frasson, Pavlos Giannuli, Marta Nerantzi, Lorelai Fyrogeni Panagiotaki, Panayotis Romagnoli, Francesca Russo, Sabina Salonia, Eratò Sbonia, Maria Sofikiti e le quattro mamme: Juliana Di Giacomo, Emeri Farinetti, Maria Vasileva e Annamaria Vetromile.

E’ stata presentata una versione, rivisitata in chiave moderna, della commedia “La Pace” di Aristofane, basata sul testo in neogreco di Dimitris Potamitis e sulla traduzione italiana del grecista Ettore Romagnoli, con la regia “amatoriale” delle insegnanti di classe: Foteini Politi e Anna Terminello ed i preziosi suggerimenti dell’ attrice teatrale Francesca Minutoli.

Ampio spazio della commedia è stato lasciato all’intercalare di canzoni e balli greci con i quali si è voluta trasferire al pubblico, una piccola immagine rappresentativa della cultura greca.

La canzone iniziale ha rivolto un invito a tutti gli spettatori per un viaggio nelle isole greche. Per ammirare le loro bellezze come: i gigli del mare e la luce della luna e godersi la goia del ballo insieme agli abitanti delle isole.

Ha accompagnato la canzone un ballo tradizionale molto diffuso in Grecia: il “Syrtos Kalamatianos”, che si balla in quasi tutte le regioni della Grecia nelle feste e nelle celebrazioni di rito. Ad un certo punto dello spettacolo i nostri attori hanno ballato intorno ad un’ asta di legno intrecciando nastri di vari colori in modo da formare una treccia multicolore.

Questo ballo tipico, del periodo di carnevale, e’ molto antico.

I dodici fili di vari colori simbolizzano i dodici mesi dell’ anno. Il modo con cui si intrecciano i nastri rappresenta il cambiamento continuo dei momenti di felicita’ e di tristezza che accompagnano la nostra vita per tutto l’anno.

La scelta dell’ opera, da parte delle insegnanti di classe, ha valorizzato gli argomenti studiati nel programma di Italiano, Greco e Geo-storia, focalizzandosi sulla Guerra del Peloponneso.

Si è lavorato in interdisciplinarietà nelle due lingue: neogreco e italiano, fino a costruire il testo dell’ opera rappresentata.

La scelta ha anche riflettuto le situazioni di attualità, di conflitto tra Paesi, con la Guerra che “domina” e la Pace che “soffre”. Si è volute, pertanto, tramite questa opera, pregare affinchè “non si oda più il suono della Guerra e sorga dappertutto la Pace…che è unica!”.

Un ringraziamento di cuore va a tutti gli organizzatori del Festival, in particolare al Dott. Sebastiano Aglianò, che da 27 anni offre questa opportunita’ a migliaia di giovani, che ha costituito, per ognuno di noi, una vera ricchezza. Un altrettanto grande ringraziamento va al nostro Dirigente Scolastico Emilio Luzi, per avere creduto in questo progetto e aver reso possibile la partecipazione al Festival!

Inss. Anna Terminello e Foteini Politi