Scoppia il caso Lavitola-Frattini. Bocchino: ‘Il ministro è un bugiardo’

Scoppia il caso Frattini – Lavitola. E questa volta ci sono le prove. Più precisamente, una fotografia: quella che vi proponiamo in questa pagina, che ritrae il ministro degli Esteri insieme all’ex direttore del quotidiano "L’Avanti". Una foto scattata alla Farnesina: ma allora è vero che Lavitola ha partecipato ad incontri istituzionali al ministero? No, non è così. Franco Frattini smentisce nella maniera più assoluta. Il momento ritratto dalla foto non era un "incontro ufficiale": Lavitola non ha "mai partecipato" ad "un incontro ufficiale, istituzionale o di delegazione", spiega il ministro degli Esteri. E in ogni caso "all’epoca nessuno si immaginava minimamente chi fosse per quanto riguarda affari illeciti e indagini: nulla era noto".

Quindi Frattini, pur dicendosi "fortemente rammaricato", rinvia al mittente qualsiasi ipotesi di un coinvolgimento di Walter Lavitola nell’incontro con l’omologo albanese Ilir Meta del settembre di due anni fa.

Eppure quella foto ha creato l’ennesimo caso che riguarda il faccendiere che ormai vive stabilmente a Panama, secondo quanto si dice. E l’opposizione cavalca la tigre. Massimo Donadi, capogruppo Idv a Montecitorio, dichiara: "L’Italia non merita un ministro degli Esteri che prende ordini da uno come Lavitola", Frattini "dovrebbe dimettersi". Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd: il titolare della Farnesina "invece che tentare di arrampicarsi sugli specchi, farebbe bene ad ammettere di aver sbagliato e a spiegare chiaramente".

Cattivissimo Italo Bocchino, Vicepresidente di Futuro e Libertà: Frattini è "un bugiardo", dice il braccio destro del presidente della Camera. Il ministro "mente su questioni relative a vertici internazionali. Aveva assicurato di non aver fatto partecipare il latitante Walter Lavitola al vertice con il ministro degli Esteri albanese, ma e’ stato sbugiardato dalle immagini".

Per il PdL, replica a Bocchino – fra gli altri – Amedeo Laboccetta, deputato napoletano PdL e membro della Commissione Antimafia: "Colpire il ministro degli Esteri equivale a colpire l’immagine dell’Italia all’estero. Il comportamento del capogruppo FLI Italo Bocchino oltre ad essere irresponsabile e cinico – soprattutto in una congiuntura così delicata – è ignobile. Lo si può comprendere soltanto perché proviene da un mestatore che non crede in nulla e che è largamente responsabile di quanto è accaduto di grave al quadro istituzionale ed al Paese negli ultimi tempi".

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