Scontro Di Pietro Bersani, la foto di Vasto perde un pezzo

La ‘foto di Vasto’ perde un pezzo, o meglio, per restare in metafora, il fotografo, cioe’ Antonio Di Pietro. Mentre il leader Fiom Maurizio Landini chiama a raccolta la sinistra ‘perche’ bisogna mettersi tutti in gioco’, il leader dell’Idv sferra dal palco l’ultimo, e forse definitivo, attacco al Pd e a Pier Luigi Bersani, seduto in prima fila e colpevole, a suo dire, di avvallare, con l’appoggio a Monti, spartizioni e inciuci. Il leader Pd preferisce non portare in scena lo scontro e solo dopo aver lasciato il palco e il ruolo di mediatore a Nichi Vedola, avverte l’ex pm che il Pd esige ‘rispetto e non parole diffamatorie’.

Non era una platea facile quella della Fiom per il segretario Pd, che il giorno dopo aver convocato le primarie e aver rilanciato il patto con i moderati ha scelto il sindacato dei ‘duri e puri’ e il suo leader Maurizio Landini, indicato come possibile king maker di una lista civica cosi’ come il sindaco di Bari Michele Emiliano, presente anche lui. Nelle prime file c’e’ molta sinistra radicale, da Ferrero a Diliberto, che sperano di recuperare il consenso perduto magari dietro nuovi leader. Se, dunque, era previsto qualche fischio sull’art.18 o sul sostegno al governo Monti, Bersani non si aspettava un attacco, cosi’ violento e in diretta, dall’alleato. Di Pietro, invece, convinto che in molti nel Pd ormai preferiscono l’intesa con Casini a quella con l’Idv e tentato dalla ricerca di un’alleanza con Beppe Grillo, arriva a stracciare la foto di Vasto ‘perche’ non ce l’ha detto il medico di stare insieme’.

Il cuore delle accuse dell’ex pm e’ la mancata coerenza dei democratici che alimenta l’antipolitica ‘con le spartizioni sull’Agcom, votando la fiducia sull’articolo 18 e sul ddl anticorruzione, andando in piazza e poi sostenendo il governo Monti, scelto dalla Bce e non dai cittadini’.

Mentre Bersani, visibilmente irritato, ascolta e confabula con Nichi Vendola, Di Pietro strizza l’occhio alla Fiom e alla societa’ civile e rinvia la decisione di correre alle primarie a quando si capira’ il contenuto: ‘ altrimenti – sostiene -sono come una bottiglia vuota’. Ai 15 minuti di tirata anti-Pd, Bersani non degna neanche un minuto di replica dal palco, rivolgendo invece a Landini l’invito, pure nelle differenze, ad un confronto ‘per vedere se si puo’ fare cardine intorno al lavoro per un programma di governo perche’ il paese va tenuto insieme’.

Se il leader Fiom dichiara che non scendera’ in politica ma ‘continuera’ a fare il sindacalista’ pur sfidando la politica sui contenuti e sulla capacita’ di mobilitare le persone, Vendola sembra orientato a dire si’ alle primarie con Bersani e cerca di recuperare in extremis Di Pietro. ‘Dobbiamo mettere da parte – afferma nel suo intervento chiaramente rivolto al leader dell’Idv – la propaganda di partito e le bandierine personali per costruire un’alternativa vincente che rompa il muro dell’antipolitica e costruisca la coalizione del Lavoro’.

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