Scommessopoli, perchè non perdonare i colpevoli? – di Simona Aiuti

Può sembrare un paradosso o una provocazione far cadere nel dimenticatoio i rei di scommessopoli, ma la cosa ha un senso e un precedente. Tutti gli esponenti del calcio italiano che hanno qualcosa da perdere in Calciopoli, non fanno che invocare l’oblio sull’argomento, e a pensar male forse si fa peccato, ma ci si indovina. La Juve guarda avanti, lo testimonia il momento che sta vivendo, tuttavia Calciopoli prima di esalare l’ultimo respiro deve ancora dare il suo bel colpo di coda e il calcio scommesse deve attendere.

Petrucci vorrebbe dimenticare, Moratti che ve lo dico a fare e Auricchio spera che nessuno gli chieda di rendere conto in tribunale del modo disordinato in cui si fecero le indagini. Se sono state fatte male le indagini sul vecchio, perché dovremmo occuparci così in fretta del nuovo?

Agnelli è stato molto chiaro sul fatto che continuerà a difendere ciò che è giusto, e comunque la legge non è un meccanismo che si può fermare, e poi perché dovremmo farlo ora? L’indifferenza davanti a qualsiasi indizio o prova riguardo al fatto che forse le cose non andarono come volevano farci credere, la sentenza di Napoli sconcertante non possono restare come un’onta su chi è innocente, quindi poca fretta signori! In queste settimane non si fa che parlare del calcio scommesse, della vergogna, dello scandalo, ma a rigor di logica perché non premiare tutti i presunti colpevoli? Perché dovremmo metterli all’indice e punirli partendo da Doni? Potremmo aspettare un po’ e mandare in prescrizione anche loro, non sarebbe giusto agire così? Non sarebbe equo?
 Insomma, se non sono stati puniti i colpevoli del 2006, quelli veri intendo, e anzi sono stati premiati, perché non dovremmo perdonare e premiare Doni e gli altri, proponendoli magari per un encomio solenne e ufficiale? Qualcuno ha ricevuto in dono due scudetti o sbaglio? Non so cosa ne pensi il lettore, ma questa è logica e non fa una grinza.

Per  noi sportivi vale la legge del campo che deve essere uguale per tutti, dunque o si puniscono tutti quelli che lo meritano, o si assolvono tutti. Nessuno ci chiuderà la bocca, non  permetteremo che cada l’oblio, per quanto possano invocarlo.

Si è cercato di mettere Calciopoli in secondo piano quando è esplosa Scommessopoli, invece nel tribunale sportivo c’è una fila, e gli imputati di oggi devono mettersi in fila dietro ai “prescritti”.
Calciopoli non ha avuto il suo Simone Farina, tuttavia molti sapevano la verità, però per convenienza hanno taciuto, per mera convenienza. Se ci vogliono invitare ad un altro tavolo della pace che si presentino con un risarcimento, con i nostri scudetti, con le sanzioni per i colpevoli e allora tratteremo.

Abbiamo ancora voglia di andare in tribunale, ma vogliamo sentire tutte le gole profonde e non in incognito ma a viso scoperto, vogliamo sentire interrogati Collina, Baldini, Auricchio e vogliamo che le 170.000 intercettazioni per un lungo periodo occultate, risuonino e facciano tremare di rabbia chi è stato omertoso. Ci interessa e molto come sopra accennato, seguire l’evolversi delle azioni legali intraprese da Andrea Agnelli che chiede moneta sonante. Attendiamo il Tar e prima dell’appello desideriamo leggere le motivazioni della sentenza di Napoli, già sapendo che altri processi legheranno chi vuole l’oblio. Siamo pronti e abbiamo pazienza.

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