Schifani (Ncd), non staremo con Renzi fino al 2018

"Non ci pentiamo della scelta fatta, anzi rivendichiamo di aver fatto la cosa giusta garantendo la vita dell’esecutivo in un momento di difficolta’ economica per il Paese. Ma bisogna prendere atto della situazione: il Pdl nel novembre del 2013, grazie alle battaglie nel governo Letta, alla presenza di un nostro vicepremier, a successi come l’abolizione dell’Imu, veleggiava attorno al 26-28%. Non voglio ritornare al dibattito su colpe e responsabilita’, ma ora Fi e’ al 16 e noi, sebbene nati da pochi mesi, al 4,4%". Cosi’, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, Renato Schifani, esponente di Ncd, per il quale "bisogna interrogarsi sul futuro: e’ difficile pensare di riorganizzare il centrodestra quando si e’ alleati a lungo con la sinistra". Quindi "con Renzi si deve andare ad un governo di programma, disancorato dalla durata della legislatura e basato su alcuni punti essenziali e chiari, che possono essere affrontati anche parallelamente".

Quanto a Forza Italia, "abbiamo sempre avuto un unicum sentire – sottolinea Schifani -, cosi’ come io, personalmente, non avrei alcun problema a sostenere la loro proposta sull’elezione diretta del capo dello Stato. Trovare intese programmatiche su temi concreti con Fi, cosi’ come ha fatto Renzi con Berlusconi legittimamente sulle riforme, e’ un cammino che dovremmo intraprendere in vista della ricostruzione di un fronte dei moderati che si riconosca nei valori e nell’appartenenza al Ppe e non negli estremismi anti-euro di stampo lepenista".

Resta pero’ il nodo della leadership: "E’ arrivato il momento di coltivare assieme scelte e obiettivi, di parlarsi, di passare dagli attacchi e le offese al confronto. Ma nella chiarezza: Forza Italia – chiarisce Schifani – deve cambiare passo. Non potremmo pensare ad una alleanza se non si accettassero le primarie di coalizione a tutti i livelli, non solo a livello nazionale. Se si vuole lavorare per la ricomposizione del fronte dei moderati, bisogna accettare questa innovazione che ormai i cittadini pretendono".

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