Schiavi delle sigarette. Ma liberarsi dal vizio si può – di Beatrice Boero

Emergenza tabagismo in Italia. Il fumo può essere un problema. Come smettere? Quanti rischi si corrono gustando con passione una “bionda”? E quanti fumatori vi sono nella nostra Penisola? Spesso, quando si inizia, da ragazzi, lo si fa per sentirsi più grandi. Può essere un simbolo di appartenenza ad un gruppo, oppure piace farlo per farsi notare dalle ragazze o dalle amiche più grandi. Poi, sigaretta dopo sigaretta, aspirata di nascosto dai genitori, diventa un vero e proprio vizio, e come tale, è difficile uscirne. Perché è già iniziata la dipendenza. A questo punto, occorre una grande forza d’animo per riuscire a smettere. Non solo, vedere gli amici fumare, oppure iniziare a frequentare persone che fumano, può spingere di nuovo ad accendere la famigerata sigaretta.

Ma perché fumare fa male? Esistono delle sostanze che sono dannose, e vengono inalate nel momento in cui si ha la combustione fra il tabacco e la carta che lo avvolge. Si tratta del catrame, del monossido di carbonio e della nicotina. Inoltre, vi sono anche delle sostanze irritanti nel fumo, come l’acido cianidrico, la formaldeide e l’ammoniaca. Tutto ciò può provocare nel nostro organismo tosse, bronchite, oppure enfisema polmonare. Invece, la nicotina presente in una sigaretta comporta altri problemi. Uno di questi è la dipendenza, per questo viene paragonata ad una sorta di droga leggera. Al momento di assaporare con gusto la “cicca”, si ha un effetto eccitatorio, seguito poco dopo, da un altro più deprimente, che stimola a fumare di nuovo.

Il fumo, dunque, può comportare gravi danni. Per valutarli, occorre tenere conto di diversi parametri. In primo luogo l’età in cui si inizia a fumare; gli anni di dipendenza; il numero delle sigarette fumate quotidianamente, e la maniera di fumare, se aspirando oppure no. Fra i danni più temuti vi sono l’infarto e l’ictus, perché il fumo ostacola la circolazione del sangue nei vasi sanguigni. Inoltre può favorire la formazione di tumori, specialmente quelli collegati alle vie respiratorie, ma anche l’impotenza e l’invecchiamento precoce della pelle.

Quanti sono i fumatori in Italia? Secondo recenti dati Istat, il fenomeno è leggermente in diminuzione. Vi è una percentuale del 29,5% di uomini fumatori e del 17% di donne fumatrici. La più alta percentuale di fumatori si osserva nell’Italia centrale (24,3%), seguono in ordine decrescente il Nord (23%) e il Sud e le Isole (22,3%).

Smettere di fumare si può. Anche se è difficile, e comporta una grande forza di volontà. Perché farlo può portare ansia, irritabilità, scarsa concentrazione. Inoltre, il fumatore ha una doppia dipendenza: fisica, per le sostanze inalate, e psicologica, legata alla ritualità. In genere, per “guarire” da questo vizio, molto spesso si ricorre all’aiuto di uno psicologo esperto nel ramo.

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