Sarkozy: Voglio una Francia forte – di Andrea Verde

Greece, Clouds over Aegean Sea

«La Francia forte» sarà lo slogan della campagna elettorale di Nicolas Sarkozy. Il ritratto del Presidente uscente, con gli occhi verso l’orizzonte, e il mare sullo sfondo sarà immortalato nei manifesti elettorali che tappezzeranno, da qui a qualche giorno, tutta la Francia. L’aveva dichiarato nell’intervista televisiva di martedì al telegiornale delle 20 di TF1: «Sì, sono candidato perché ho delle cose da dire ai francesi e delle proposte da fare loro; non posso abbandonare il timone in piena tempesta; sarebbe da vigliacchi».

Ancora una volta Sarkozy gioca la carta del «Presidente protettore dei francesi»; i sondaggi sono impietosi, ma lui non si perde d’animo. Sarkozy riesce sempre a dare il meglio di sé nei momenti difficili. «Le Monde» indicava ieri i punti forti del candidato permanente Nicolas Sarkozy: resistenza fisica, fiducia incrollabile in se stesso, disprezzo dell’avversario, forza delle idee e capacità di convincere anche gli alleati più riottosi. Nonostante abbia perso tutte le elezioni intermedie, Sarkozy si dice certo di poter ribaltare i sondaggi sfavorevoli. Riprenderà in questa campagna i temi che aveva esposto nell’intervista pubblicata sul «Le Figaro Magazine» sabato scorso. Destra contro sinistra sono idee del secolo scorso, la Francia deve poter rispondere alle sfide in modo completamente nuovo. Lavoro, responsabilità, autorità, i tre valori su cui punta Sarkozy.

Il concetto di assistenza andrà rivisto radicalmente; Sarkozy non intende minare i principi che regolano il modello sociale francese, ma vuole introdurre l’obbligo di formazione professionale per i disoccupati per facilitarne il reinserimento nel mondo del lavoro. Raccogliendo l’idea del think-thank France Défis, sta pensando di mettere le indennità di disoccupazione al servizio del lavoro. In che modo? Versando una parte di queste indennità alle imprese che assumono giovani entro i 30 anni o senior oltre i 45. Con beneficio per tutti: per il disoccupato che verrebbe reinserito nel mercato del lavoro, per l’impresa che realizzerebbe un risparmio sul costo del lavoro e per la collettività.

Riuscirà il Presidente uscente a recuperare nei sondaggi? Molto dipende da Marine Le Pen ed é questo forse il retroscena più interessante di questa campagna elettorale. In Francia una legge, voluta da Giscard nel 1976, prevede infatti che per poter presentare una candidatura occorre raccogliere 500 firme tra gli «eletti»; parlamentari, consiglieri regionali o generali, sindaci. 

Marine Le Pen denuncia di aver raccolto sino ad oggi poco meno di duecento firme (parrainages) e che, a questi ritmi, non riuscirà a presentare la propria candidatura. Gli eletti locali temono ritorsioni e stentano a dare la propria firma a Marine Le Pen che grida al complotto. Eppure potrebbero essere proprio i socialisti a levarle le castagne dal fuoco: fantapolitica? Non tanto, se si guarda alla storia francese. Negli anni ottanta fu il socialista Mitterand ad introdurre una quota proporzionale nel sistema elettorale con il chiaro scopo di indebolire i gollisti di Chirac. Il FN, forte del suo 15%, riuscì a far eleggere ben 35 deputati all’Assemblée Nationale.

I sondaggi indicano che se Marine Le Pen non dovesse presentarsi, Sarkozy ed Hollande arriverebbero appaiati al 33% al primo turno e l’esito per il secondo turno sarebbe incerto. Ma la speranza in campo socialista é quella di rivivere una situazione come quella del 2002 a parti inverse: un secondo turno in cui François Hollande si trovi a fronteggiare Marine Le Pen; la vittoria sarebbe certa.

I sondaggi per Nicolas Sarkozy sono critici e si paventa addirittura il rischio di un’eliminazione al primo turno a vantaggio della candidata dell’estrema destra. L’Eliseo e il leader dell’Ump Jean François Copé non commentano al pari dei socialisti. Intanto é partita la caccia agli elettori del Front National; se Hollande si dichiara possibilista sulla possibilità di reintrodurre una quota proporzionale nel sistema elettorale, Sarkozy ha dovuto prendere posizione contro il diritto di voto agli stranieri. Marine Le Pen non é restata alla finestra: ha presentato un ricorso d’urgenza al consiglio costituzionale chiedendo che sia garantito l’anonimato per coloro che forniscono il proprio appoggio ai candidati. Il verdetto é atteso entro il 22 febbraio: se venisse accolto, va da sé che Marine Le Pen non avrebbe nessuna difficoltà a raccogliere le firme necessarie. E in attesa delle decisioni della giustizia i socialisti annunciano il loro voto contrario al piano salva-stati proposto dall’Europa e criticano apertamente quello che definiscono «il totale asservimento di Nicolas Sarkozy verso Angela Merkel» nella speranza di riaccendere le fobie anti-tedesche dei francesi. Sarkozy ribatte sostenendo che «se la Francia é forte sarà protetta», sottolineando che sarà necessario «fare anche scelte difficili ma necessarie per collocare la Francia nel nuovo mondo».

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