Sara Errani: odio l’Inter e non devo chiedere scusa! – di Simona Aiuti

In un paese in cui in pochi riescono a dire, o meglio se la sentono di esternare ciò che pensano, Sara Errani risulta fuori dal coro, e come! La nuova regina del tennis italico, di cui il mondo si è accorto soltanto adesso, ovvero dopo il suo arrivo in finale al Roland Garros, purtroppo persa contro una strepitosa Sharapova, ha rilasciato un’interessante intervista a Vanity Fair in cui spara a zero su ciò che non le piace.

“Il calcio mi piace molto, da piccolina ci giocavo anche. Ero molto brava” inizia così. “Juve e Milan mi sono sempre state simpatiche, ma non ho mai tifato per una squadra in particolare. Detesto l’Inter, questa è una mia certezza”.

Purtroppo la libertà d’espressione in Italia evidentemente non esiste, poiché il frullatore mediatico ha fatto delle dichiarazioni dell’atleta un frappé!

Dire che ti piace la Juve e non qualche altra formazione può essere deleterio, e il dramma può tingersi di rosa, già proprio di rosa. A pensar male si fa peccato, però ci si indovina, infatti, il giorno dopo ecco cosa compare su Gazzetta: Sara Errani, l’azzurra finalista al Roland Garros, e Luis Garcia del Moral, chiacchierato medico spagnolo nel mirino dell’antidoping Usa con l’accusa di aver fatto da responsabile doping alla US Postal di Lance Armstrong tra il 1999 e il 2003.

Per dovere di cronaca, Del Moral, ha una clinica a Valencia, la città in cui vive l’Errani, egli è certamente sotto indagine ma non è squalificato, quindi ogni rapporto umano o professionale con lui è lecito, eppure una parte della stampa italica ha voluto gettare un’ombra.

L’Errani è citata dal Wall Street Journal, che si è occupato del medico spagnolo, come atleta con cui del Moral ha lavorato. Tutto questo basta per alzare l’ombra del sospetto sull’impresa parigina dell’Errani da chi invece dovrebbe essere fiero dei risultati dell’azzurra. Quest’ombra però, il fratello Davide l’allontana subito: “Gli unici rapporti che abbiamo avuto con del Moral risalgono a due anni fa – spiega alla Gazzetta dello Sport -: a Sara serviva un esame cardiaco, il nostro medico era in ferie e ci fu fatto il nome di del Moral. Ma lui non è mai stato il nostro medico né ha rapporti diretti con l’accademia". Ognuno può trarre le sue conclusioni, noi stiamo dalla parte di Sara!

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